Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1951>   pagina <246>
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LA TRADIZIONE DEL RISORGIMENTO E L'INIZIO DEL SETTENNIO DI CRISI (1892-1893)
Se il filone più appariscente che congiunge l'età del Risorgimento con la crisi del settennio è costituito indubbiamente dall'irredentismo ed il fatto è stato chia­ramente documentato dàlTOmodeo in una silloge di lettele di combattenti del 1915 19181) vi è pure un legame tra le aspirazioni dèi radicalis) e dei socialisti e quella dei democratici genovesi, piemontesi e lombardi del decennio di preparazione.
Critica sociale, l'indipendente rivista socialista, notava nel 1893 come i più caldi d'adesso .siano i figli ed i nipoti di coloro che furono repubblicani nel movimento rivoluzionaria d'Italia 3) e una breve disamina del famoso programma della Demo-crazia italiana per la XVII legislatura (Il patto di Roma del 13 gennaio 1890) rive­lerà subito la sua analogia con le richieste liguri e piemontesi del 1848-49. Si consi­derino ad esempio le osservazioni critiche (1848) allo Statuto attribuite ad Andrea Costa. *) Si vedrà subito che la richiesta di modifica all'art. 5 dello Statuto riguardante le prerogative regie; le riserve sulle norme regolanti il diritto d'associazione; le vive recriminazioni in merito al famoso articolo primo riguardante la religione; il desiderio che vengano restituite alla giuria le cause di indole politica, le osservazioni sulle leggi di pubblica sicurezza, sono in piena e perfetta corrispondenza con quanto ben quaran­tadue anni dopo postulerà il Patto di Roma !
Ambedue le crìtiche si polarizzano particolarmente sulla questione del Senato, che si vorrebbe almeno in parte elettivo, e che si considera eccessivamente conserva­tore. non a torto, in quanto l'arresto della legislazione sociale che si avverte in Italia sul finire del secolo, è nettamente Imputabile al Senato.5)
Persino la questione del giuramento politico viene svolta in modo analogo nei due tèsti, al punto che vi è da chiedersi se il secondo non sia che un rifacimento del primo.
La mancanza di <c quel pensiero che è fede 6) in molti esponenti della vita nazio­nale determinava quel disinteresse del popolo per i problemi politici che il Bovio la­mentava a ragione nel 1893.
Del pari le caratteristiche del regime liberale dell'epoca richiamano le carat­teristiche di molto peggiorate dei Ministeri Phielli nel 1848-49. Adesso come allora ai cerca di temperare la sostanza oligarchica con un rispetto puramente formale delle libertà civili e dell'ordinamento costituzionale: di fronte alle tendenze demo­cratiche Borelli e Gaetano Mosca fenderanno a ricongiungersi* attraverso alla destra storica, alla teoria delle élites della Restaurazione.
L) A. OMODKO, Momenti della vita di guerra* Bari, 1934; S. BABZILAI, Luce e ambre del pattato* Milano 1937.
2) Su di esse eIV. A. LA PEGNA, Per Videa democratica, Milano, 1925, e G. SALVE­MINI, Appunti di storia del Risorgimento italiano 1915-1918* Trento, 1920.
8} A. MORANDOTTI, Come nascono i movimenti politici,inCriticasociale, lnov. 1893.
*> Museo del Risorgimento, Genova. Carte Ricci n. 467.
5); Si veda la serrata documentazione di A. CABRIMI, La legislazione sociale, Roma, J913: ben quattro leggi importanti nel volgere di un decennio arenate dal Senato 1 Sull'argomento ai vedano pure gli scritti di G. F. Ferraris.
) CUOCE BM Storia d'Italia dal 1871 al 191S, Bari, 1929, pag. 146.