Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
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1951
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pagina
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247
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La tradizione del Risorgimento, ecc. 247
Gli abusi del potere poliziesco esempio clamoroso l'arresto di Garibaldi rifu, giatosi a Genova dopo l'odissea del 1849 la corruzione delle coscienze per mezzo della distribuzione di impieghi e di favori, le elezioni controllate mediante sovvenzioni ai giornali e l'opera degli In ledenti, l) il formalismo e Paccen tramento burocratico, erano tutti mali già esistenti nello Stato Sardo agli albori della Costituzione.
Ma essi erano allora l'espressione di un ambiente di sottordine 2) che negli anni migliori è controllato e frenato da un nucleo dirigente competente ed onesto 3) (D'Azeglio, Cavour, Bicasoli, ecc.) che costituisce una minoranza lirica e tragica per servirei delle parole del Turiello. *)
La vera crisi s'inizia quando questo ceto burocratico diventa classe politica 5) alimentata dalla professione forense: appare allora chiaramente come unita territoriale non volesse dire unità morale, secondo le note riserve di Mazzini; i mezzi a cui si èra ricorso per attuare Punita erano del tutto estrinseci, e si basavano essenzialmente sul militarismo6) e sulla mistica monarchica.
L'Italia era così cresciuta solo fisicamente, secondo natura: Zola poteva ben affermare nel 1894:
En Italie Paristocratie a coulé, la bourgeoisie reste neutre et sana force, et le peuple reste enfant .
Questa situazione è messa chiaramente in luce da un famoso scritto di Pasquale Villari Presidente, e il fatto è significativo, della Dante Alighieri intitolato appunto: Dove andiamo? dove si riconosce che alla conquista popolare della libertà (il famoso concetto mazziniano della pedagogia del dolore) ad un certo punto si era sostituita l'opera governativa e si finisce per ammettere col Tocqueville che il ceto borghese ha bisogno o dell'opera di una aristocrazia che gli indichi le mete lontane (come in Inghilterra) o soluzione più moderna V del concorso popolare (come
1Ì Cfr. la circolare Pinella agli Intendenti del 12 aprile 1849, pubblicata dall'Opinione di Torino il 13 aprile. Cfr. pure nello stesso giornale l'articolo di Giovanni Lanza del 14 aprile 1849.
-J Cfr. i rilievi dei Bonfadini su L'arruffio parlameniare in Italia; in JVuoua Antologia. 1893. Sul fondamentale problema delle garanzie contro gli abusi del potere esecutivo, cfr. G. PARIBELU, Il decentramento come necessità politica, Sondrio, 1893.
3) Sono d'accordo col Valeri su molti punti: ma ritengo che non vi sia tra questo periodo e quello del Risorgimento solo successione di tempi, ma anche parziale contrapposizione, come pure credo si debba parlare, più che di una esclusione dell'opinione pubblica* della creazione di una opinione pubblica artificiale (NINO VALERI, La lotta politica in Italia, Firenze, 1946).
*} Ho tenuto presente l'ottimo studio del Tagliacozzo, Voci di realismo politico dopo il 1870.
5J M. TORRACA, Politica e morale, Napoli, 1878; sull'ambiente cfr. L. LODI, 25 anni di vita parlamentare, Firenze, 1923.
*) Cfr. D. FARINI, Diario 1896, in Nuova Antologia, gennaio 1950 La monarchia piemontese ed il Piemonte ebbero l'egemonia in Italia perchè dinastia e popolo guerrieri: sfrondate questa palma e terrete alla monarchia la sola ragione d'essere . Cfr. anche G. FERRERÒ, H militarismo, 1897.
7} Cfr. sulle questioni finanziarie precedenti, fra l'altro, L. 6. SANZIN, Federico Seismit-Doda, Bologna, 1950.