Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1951
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pagina
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250
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250 Carlo Bandi di Frana
si ricerca in primo luogo una formula di compromesso per la questione di Biserta; fin dal settembre del 1892, fra recriminazioni e polemiche, l'ambasciatore francese a Roma, Billot, l> segnala che la Consulta richiede una dichiarazione da presentarsi alla Camera da cui risulti che la Francia non ha per ora intenzione di fare di Biserta un porto militare: il miniatro francese Ribot rifiuta per una questione di principio.2)
Ma dal complesso dei documenti risulta chiaramente come ormai le questioni tunisine siano passate in seconda linea: lo maggiori preoccupazioni di Roma sono rivolte alla questione del confine della Tripolitania e dell'equilibrio del Mediterraneo in genere, ed è per esse che tramite la Germania - si richiede l'appoggio inglese.
Permaneva però un divario fondamentale tra il Governo e l'opposizione: la Triplice trovava la sua ragione d'essere per la Consulta oltre che nelle tendenze conservatrici, nell'aumento della potenza francese e nella questione balcanica derivata dal Congresso di Berlino: era una esigenza permanente. 3)
L'opposizione ed in particolare i radicali giustificavano l'alleanza nel passato, per Tunisi e per la passeggera concomitanza di interessi coli'Austria nella questione d'Oriente: ma rifiutavano di attribuirle il valore di un canone fisso.4)
Malgrado queste prime ripulse francesi una larga corrente di opinione in Italia vuole giungere ad un miglioramento dei rapporti con lo Stato vicino. s) Il Re constata l'inviato francese - non ha mai avuto parole cosi simpatiche per la Francia:6) dopo 23 mesi ho ricevuto la visita di Crispi, non so, aggiunge, se nell'intento di preparare ima evoluzione o perchè ritiene utile il nostro appoggio per ritornare al potere.7)
Il colloquio è tutta una autodifesa contro l'opinione che fa di lui il nemico tradizionale della Francia, conforme a quanto aveva già dichiarato al Neio York Herald e al Journal: accusa il protezionismo francese, dichiara di aver proposto persino a suo tempo una unione doganale fra i due paesi !
Naturalmente coglie l'occasione per esprimere giudizi severi sul governo Gio-litti: lo rimprovera di aver accentuato l'inchiesta di Colajanni sulle Banche di Emissione: 8) ce certe situazioni sono inevitabili conclude. Lo statista siciliano è sincero in queste sue manifestazioni o dobbiamo cogliere in lui una certa dose di opportunismo ambizioso?
*) A. Billot a Ribot (ministro degli Esteri francese) 8 e 21 ottobre 1892. Da essi risulta che la notizia di un colpo di mano francese alla Spezia era stato segnalato da un dispaccio di una potenza (Inghilterra V), di eoi, dice il Brin, dovevamo tener conto. Sulla politica, francese del tempo fondamentale lo studio del SEICNOOOS, VEooìution de In ///" Republique, X, Paris, 1921.
2> Ribot a Billot, 23 novembre 1892.
J Billot a Ribot, 21 ottobre 1892.
*) Cfr. il Patto di Roma, cit,, Milano, 1890, pog. 23 e segg.
5) Sarebbe erroneo attribuire il fatto ad influenze inglesi: i rapporti anglo-francesi erano sempre tesi, cfr. BECKLES WILSON, UAmbaeade d Angleterre, Paris, 1929, pag. 251.
") Billot a Ribot, 1 dicembre 1892.
7) Billot a Ribot, 28 dicembre 1892.
8) Sul pensiero del Colajanni cfr. Banche e Parlamento, 1893.