Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1951>   pagina <251>
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La tradizione del Risorgimento, ecc. 251
Anche la Riforma, il giornale di Grani, ha mutato contegno; Billot ritiene che due fattori stiano influendo sulla politica italiana: ravvicinamento franco-russo, e la crisi del commercio italiano colpito dalla tariffa massima francese *)
Sarebbe però un errore considerare come mossa da fattori esclusivamente poli­tici 2) la politica commerciale francese: 3) lo riconoscono gli stessi inviati tedeschi. *) Essa è frutto di una politica di concentrazione che si concreta nelle leggi 11 gennaio 1892, richieste dall'econo mista francese Meline Esse portano prima che con l'Italia, ad una rottura con la Svizzera e finiscono per diminuire il commercio estero francese di oltre un miliardo nel 1896.
Anche la crisi dell'argento è dovuta all'abolizione del Shermann act e alla gronde riforma monetaria tedesca,5) più che a manovre francesi.
Dal punto di vista interno la politica tendente a migliorare i rapporti con la Francia diventa il vessillo del Ministero Giolitti. Questi dà prova di grande equili­brio e freddezza d'animo in occasione dei fatti di Aigue-s Mortesi se parte della stampa italiana e francese si scatena, diplomaticamente l'incidente è risolto abbastanza fa­cilmente. Giolitti rimprovera solo alla Francia di aver tardato a condannare il pro­clama del sindaco; per il resto -ritiene che gli oppositori si siano serviti dell'incidente per abbattere il suo Ministero.6)
I fatti invece che compromettono irrimediabilmente l'avvicinamento franco­italiano sono la presenza del Principe di Napoli alle grandi manovre tedesche in Lo­rena, 7) e la guerra continua e senza pietà, della banca parigina contro la rendita ita­liana, sottoscritta in gran parte da Francesi.
Se anche qui Giolitti rivela ponderatezza, attribuendo il fatto più alla specu­lazione e al desiderio di far sottoscrivere fondi russi che ad un vero partito preso, dai documenti tedeschi appare chiaro il nervosismo di una parte dei rappresentanti italiani, particolarmente dell'ambasciatore italiano a Parigi, il quale ritiene che si voglia spìngere l'Italia alla rivoluzione e alla repubblica, attraverso la bancarotta, ed esclama: piuttosto affronteremo la guerra , pensiero che dichiara condiviso da Umberto I. *)
Questi risulta infatti il più risoluto difensore della politica di armamenti ') e della politica coloniale,10) al punto che alla fine del 1893 elimina il Ricotti perchè con-
') Ri boi a De vèlie (nuovo ministro degli Esteri francese) 4 gennaio 1893.
z) Sui precedenti cfr. VAUSSAKD, Bistoire de l'Italie contemporaine, Paris, 1950,
pag. 48.
8) Cfr. G. PEBON, Lea doctrines économìquea en Fronde deputa 1870., Paris, 1928.
4) Hatzfeldt a Coprivi, 29 dicembre 1803, in Die Grosse Politile, cit.
s) L. LUZZATTI, La denunzia della lega latina e la situazione monetaria, in Nuova Antologia, 15 luglio 1893 e PI-EBANO, Storia della finanza italiana, III, pag. 350.
6) Per le cronaca cfr. P. Vico, Storia degli ultimi trentanni, Milano, 1913, Voi. VI.
~) Incaricato d'affari tedeschi D'Arco a Coprivi 19 agosto 1893; un anonimo nella Rassegna Nazionale di Firenze del 1893 (Italia, Francia e Triplice) notava che il viaggio a Metz del Principe aveva costato un miliardo all'Italia. Sul risentimento francese consultare pure BILLOT, op. cit., pag. 466.
8) Conte Mflnster a Captivi 27 settembre 1893 e 6 ottobre 1893, in Die Grosse Politile, VII.
9) Billot a Devèlie, 3 dicembre 1893.
J0) Biilow (nuovo: Inviato tedesco a Roma) a Caprivi, 30 gennaio 1894.