Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA
anno
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1951
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pagina
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253
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La tradizione del Ri sorgi mento, e te. 253
Di fronte all'opinione pubblica italiana si accusa Ciolitti di eccessiva arrende-dcvolezza nei confronti (iella Francia,J) si fa presente che la rendita olla caduta di Crispi era a 93, ed ora è discesa a 82 3/4; 2) Pnutorevolc voce di Lanza consigliava un nuovo Ministero Crispi come Punico ohe potesse imporre nuove imposte,3) considerava infatti causa della crisi la soppressione dell'imposta sui macinato.4)
In realtà la via adottata da Giolitti nel campo economico era la giusta;5) e questo merito dello statista piemontese è innegabile, come pure quello di aver dato importanza alla questione sociale e alla legislazione del lavoro, *) a differenza ed esempio di un Rudi ni che riteneva tale questione irrisolubile.7)
Dove però i documenti francesi confermano le riserve di Salvemini e di Gobetti su Giolitti si è nel campo dei diritti civili e politici; le elezioni durante il suo Ministero superarono tutti i limiti precedenti in fatto di corruzioni e di brogli. 8) Il direttore della P. S. controllava i voti dei senatori appartenenti al ruolo prefettizio; 9) l'uso dei decreti legge si diffuse largamente, tanto da destare le meraviglie dell'ambasciatore francese che non riusciva a comprendere come il fatto potesse accordarsi con i principi liberali professati;10) risulta inoltre chiaro da un colloquio di Billot con Giolitti che anche questi stava per adottare la maniera forte in Sicilia in contrasto con quanto dichiara nelle sue Memorie. **) Le nuove forze sorsero non per merito suo. ,2)
Saliva cosi al potere Crispi, mal visto dall'Austria per le sue preferenze per la Germania,13) osteggiato da Guglielmo II per la sua amicizia con
1) Soulange Bodin a Devèlie, 30 agosto 1893.
2) Cfr. l'articolo di MORELLO, ad esempio, nella Nuova Rassegna, 17 settembre 1893.
3) Il deficit era di 80 milioni; il debito fluttuante di 700 milioni, il cambio aveva raggiunto il corso più. elevato dal 1871. Giolitti aveva provveduto con dazi (sullo zucchero) con l'aumento dei tabacchi e con il monopolio degli oli e dell'alcool. Sul peso delle imposte nel 1893 vedere le interessanti impressioni di R. Bazin (op. cit. pag. 46).
*) Herbette a DevèUe, 13 novembre 1893, cit.; fierhette a Casimh- Périer nuovo ministro degli Esteri francese, 26 dicembre 1893.
5) Non appaiono sempre convincenti gli apprezzamenti sulla crisi di E. COR-BINO (op. cit., IV, pag, 21 e segg.): il progresso industriale era pagato con una gravo crisi agricola.
6) La spinta veniva però dall'opposizione: cfr. A. CABIUIST, La legislazione sociale, 1859-1913, cit,, Roma, 1913,
') Cfr. discorso Budini 20 aprile 1891 alla Camera.
) E. ARBIB, La Camera dei deputati nella XVIII Legislatura, in Nuova Antologia-, 15 maggio 1895.
*) Diaria Guiecioli, cit., in Nuova Antologia, 1939-40.
) Billot a Ribol, 28 dicembre, 1892.
"1 Memorie, I, pagg. 63 e 88 sulla Sicilia, cfr. COLA JANNI, In Sicilia, Roma, 1894.
J2) Sulla figura di Gioì il ti cfr. NINO VALERI, G. Giolitti nella storiografia del secondo dopoguerra, cstr. Milano, 1951.
'*) Marchaml. incaricato d'affari francese a Vienna, a C. PÉHIEH, 27 dicembre 1893. Cfr. pure B. NOLDE, pag. 711, trad* i.