Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA
anno <1951>   pagina <254>
immagine non disponibile

254
Carlo Baudi di Vestm
Bismarck, 0 odioso al Salisbury2) e in genero ai diplomatici inglesi per le sue intemperanze,
Gladstone in particolare riteneva che 1* Italia voleva giocare troppo presto il ruolo di grande potenza e stimava Crispi pericoloso per la sua megalomania.3) La crisi finanziaria del 1893 era dovuta al fatto che la fiotta italiana poteva, unendosi a quella inglese, controbilanciare la nuova alleanza franco-russa;4) più ohe alla Fran­cia l'assalto ai valori italiani era dovuto alle pressioni russe, a detta degli agenti tede­schi. s) Il fatto sembra molto probabile, e meriterebbe uno studio approfondito; l'intervento austriaco e non tedesco in favore dell'economia italiana sembrerebbe dimostrarlo. La politica francese risulta molto più. prudente; *) si è, si, decisi a seguire il consiglio di Barrerò di puntare sul punto più debole della Triplice, ma si attende il 1898, data di rinnovo, e ci ai rende perfettamente conto della verità della frase del Rudinì, sottolineata dal Barrèrc, che per migliorare i rapporti politici occorreva migliorare quelli economici, 7) anche per equilibrare l'influenza industriale tedesca che tendeva a diventare predominante*
La corrente nazionalista si prospettava appunto, cóme una delle finalità da rag­giungere, l'indipendenza economica dalla Germania. 8)
Già nel 1893 il segretario di Stato tedesco Marschall") aveva notato che ciò che impediva il trionfo delle correnti irredentistiche10) era l'interesse per il Nord Africa (Egitto, Libia, Marocco) **) e l'equilibrio mediterraneo. L'identificazione in politica estera di tutta la tradizione risorgimentale con l'irredentismo non è esatta; fonda­mento all'interesse per il Mediterraneo si devono considerare oltre le ragioni geo­grafiche particolarmente sentite nel Meridione la diaspora politica risorgimentale12)
*) Herbette a Casimir Péricr, 14 dicembre 1893. La nomina del nuovo amba­sciatore a Roma, Bulow, era dovuta a Guglielmo II.
2) Hatzfeldt, ambasciatore tedesco a Londra, a Capri vi, 24 novembre 1892, in Die Grosse Politile. Cfr. pure W. LÀNGER, La diplomazia deWimperialismo, 1935, I, pag. 33, trad. it.
3) "Waddington ambasciatore francese a Londra, a Ribot, 9 dicembre 1892. Cfr. BORGESE, Golia.
4) Marschall segretario di Stato a Hatzfeldt, 1 agosto 1893.
s) Herbette a Devèlie, 13 novembre 1893 (molto confidenziale). Il Cainbon (Corrcspondance, I, Paris, 1940, pag. 421) noterà giustamente l'eccessiva arrende­volezza francese nei confronti della Russia ai primordi dell'Alleanza. Su di essa cfr, anche A. J. P. Taylor, Les premières années de VAllìance Russe, in Revue historique, 1950.
61 Non del tutto esatto il CURATOLO, Francia e Italia, pagg. 178 e segg.
7) Barrèrc a Casimir Péricr. 30 dicembre 1893, Voi. cit.
8) Cfr. art, di PAPINI sul Regno del 23 gennaio 1904 e G. PREZIOSI, La Germania atta conquista deWItaUa, in La Voce, 1915.
') Marschall a Hatzfeldt 4 agosto J893.
10) Sull'irredentismo cfr. A. SANBONÀ, LHrredantismo nelle lotte polìtiche e nette contese diplomatiche italo-ausiriache, Bologna, 1932-38, 11.
J1:).I vantaggi ottenuto da Crispi al Marocco si rivelano nel corso del 1893 elfi meri: l'Italia non può tenera testa alle duo influenze predominanti francesi ed inglesi e fi­nisce per diventare uno strumento dello politica inglese (Roustan a Ribot, 18 novem­bre e 17 dicembre 1892).
12) Sulla diaspora politica e sulla sua importanza cfr. i noti studi del MICHEL.