Rassegna storica del Risorgimento
A PRATO GIOVANNI ; TRENTINO ; GIORNALISMO
anno
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1951
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pagina
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271
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lì giornalismo patriottico trentino, ecc. 271
Nel 1874 essendo etato il Prato costretto, in obbedienza al suo vescovo che lo aveva minacciato della sospensione a divini, a ritirare il voto pronunciato al Consiglio dell'impero a favore delle leggi confessionali, fu espulso dall'Associazione nazionale di Trento: così fu troncata la sua carriera politica dalla cecità faziosa del suo stesso partito.
Il Prato che aveva saputo affrontare inerme i ribelli a Francoforte, e i croati di I eliaci e agli avamposti di Vienna; che con altera dignità aveva respinto il compromesso con la sua coscienza di fronte alla minaccia di destituzione, soggiacque, come dice egli stesso, agli intrighi per la sua notoria semplicità. Di questo lato del carattere del Prato cosi parla Giovanni Rizzi nella bella necrologia pubblicata nella Perseveranza del 19 giugno 1883:
In certe cose della vita pareva un fanciullo: imprevidente, disadatto, talora per-fino stordito; delle sue distrazioni, delle sue smemorataggini si raccontavano mille aneddoti; ma si raccontavano, subito dopo, mille prove del suo coraggio, della sua serietà.
E il biografo del Prato, Mario Manfroni:
L'uomo politico potrà non essere un simulatore, ma certo deve essere per lo meno diffidente e sempre presente a so medesimo; E il Prato era forse l'uomo di più buona fede che io abbia conosciuto, e molto soggetto a distrazioni,
E racconta il Manfroni d'aver trovato fra le carte del Prato alcune formule di preghiera nelle quali alle preghiere per la famiglia, per gli amici ecc. sono aggiunte quelle per i nemici, se ne ho. E pur sappiamo che male bestie furono i suoi nemici politici, e tirolesi e trentini, specialmente i preti,
Nel 1880, in primavera, il Prato, quasi a prendere commiato, volle visitare le principali città d'Italia specialmente quelle che ancora non. conosceva, e rivedere i superstiti delle comuni lotte politiche operanti nel Regno, in attesa della sospirata redenzione del loro Trentino.
Ospite a Milano di Giovanni Rizzi, rivide, senatore e presidente onorario di Cassazione Scipione Sigitele, il quale, quarant'anni prima, consigliere al tribunale di Trieste, aveva gareggiato in poesia con Antonio Gazzoletti; rivide il colonnello garibaldino Nepomuceno Bolognini che, giovinetto, aveva combattuto nel 1848 nelle schiere dei corpi franchi lombardi: e Jacopo Baisini al quale egli aveva fornito nel 1866 tanto materiale per il suo II Trentino davanti all'Europa. Fu a Torino. A Roma, Benedetto Cairoli (il Prato aveva benedetto a Trento il matrimonio del Cairoli con la contessimi Elena -Sizzo de Noria) gli ottenne una lunga udienza da re Umberto. Una udienza ebbe anche da Leone XIII. Fu a Napoli a Pompei. Ad Assisi, rivide Mario Manfroni. A Perugia, HÌ compiacque d'aver trovato nella pinacoteca un quadro fiammingo rappresentante il martire trentino Simonino. A Firenze gli fu guida Desiderio Chilo vi. prefetto della Biblioteca Nazionale. A Bologna, Angelo Ducati, un altro dei profughi del 1848, ora professore di diritto commerciale, lo presentò a Giosuè Carducci, il quale, udite dal Prato le vicende della politica treLina, lo consigliò di scrivere le sue memorie
di ripubblicarlo. Ove poi risaltasse assolutamente contrario alla religione in tal caso Io incarica di fare altrettanti articoli pel suo giornale di quei capi che possono andate.
24/6 - 60 Manda una lunga corrispondenza.
31/7 60, Milano. L'Avignone risponde ad uno sua in cui erano (a qnanto sembra) esposte le pretese vessazioni austriache, e l'aprimonto delle lettere. Lo incoraggia a proseguire come prima ed a coltivare per tempi migliori i fra Le Ili Valentino ed Isidoro Subodori. (A pag. 157 dell'opera: A. ZIBGEH, La Ulta del Trattino per l'Unità ecc., e. nella bibliografia).