Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TRENTINO ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <273>
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// giornalismo patriottico trentino, ecc. 273
Eugenio Popovich D'Angeli nacque a Berljanska (Russia),l) il 6 gennaio 1842, da Drago, armatore, e da Eugenia D'Angeli. Mortagli giovanissima la madre, nel­l'ottobre dello stesso anno 1842, egli fa allevato in casa dello zio Massimiliano D'An­geli del quale si aggiunse poi il cognome. Al ginnasio di Trieste, ebbe condiscepolo, dal 1854 al 1858, il futuro re Nicola del Montenegro, che gli dimostrò sempre l'amicizia nata negli anni giovanili. Nel 1861, il Popovich, emigrato a Torino, entrò nel primo comitato segreto triestino-istriano, presieduto da Eugenio Solferini. Ad Aspromonte sostenne Garibaldi ferito. Di lui, capitano garibaldino, nel 1866, ricorda i meriti il conte Fermo Martini, in una delle lettere del Museo di Trieste, (Bologna, 16. HI. 1914), e aggiunge: Parlo a te apostolo come Sani (sic) Paolo; sfodra lo spadone. E nella lettera (Milano, 13.1.1916) il Martini si duole della perdita del Lovcen, e ricorda al Popovich che nel 1866 il Trentino era già conquistato, quando tu coli'avanguardia conquistasti il ponte del Caffaro con eroica mossa ed ardire garibaldino. E fa voti per il Montenegro e per le terre italiane irredente che saranno le vere mura d'Italia.
Nel 1868, il Popovich partecipò accanto al principe Nicola all'iosunezione del Montenegro contro: 1 Turchi. Laureatosi in legge, si diede al giornalismo politico. Fu per 25 anni direttore del Diritto, e come tale lo vediamo, nelle lettere del Museo di Trieste, in amichevole relazione con i patrioti trentini emigrati a Roma.
II Martini cosi gli scrive (Verona, 7. XII. 1885); Vi ringrazio per quanto avete stam? poto nel giornale Il Diritto sulle probabilità di rettifiche del confine nel Trentino. Brama che l'assestamento delle cose d'Oriente sia di buon augurio per l'Italia; e aggiunge: Nel Trentino si aspetta l'avverarsi del desiderio nostro. Riconoscente per la patria al Diritto nostro.
La conoscenza delle cose balcaniche, l'amicizia col principe Nicola, la sua devo­zione a Gasa Savoia e la fiducia di re Umberto procurarono al Popovich delicati inca­richi presso la corte montcnegrina. Il Popovich fu console generale del Montenegro e dopo il 1918 plenipotenziario a Parigi e a Versailles. Nel 1928, egli si stabilì definiti­vamente a Trieste: e per vivere, e per mantenere la promessa fatta al comune di Trie­ste di lasciare in dono alla città i suoi importanti documenti storici, essendogli venuta a mancare l'antica ricchezza, vendette la sua collezione d'armi al Museo di Castel Sant'Angelo, accettando però soltanto un terzo della stima ufficiale.
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Trento 28 novembre 1878, Chiarissimo Signore!
Reputo inutile ripetere quanto mi sia tornata gradita la di Lei lettera del 23 corrente, alla quale, per ciò che riguarda la questione del tìtolo, dell'opuscolo Sulle orme di Galilei, ò anticipato una breve risposta.
Riguardo alle aspirazioni di Trieste e Trento io sotto pienamente d'accordo con Lei: ma la mia lunga pratica d'affari e la cognizione degli uomini in Germania, Austria e ili Italia acquistale durante un'attività di presso a quarantanni tra parlamentare, giornalistica e letteraria mi rende persuaso, che senza l'impiego opportuno della forza fortunata da parte dell'Italia giammai essa arriverà a quell'effetto decoroso e sicuro che meriterebbe nel raccogliere all'ombra del Campidoglio le sue membra sporte, le quali ogni
I) Bevo assiemo ad ali re la notizia del luogo di nascita del P. alla cortesia di Silvio Rutterò,Direttore del Museo di Storio e d'Arto odcl Museo del Risorgimento di Trieste.