Rassegna storica del Risorgimento
MARIA CAROLINA REGINA DI NAPOLI
anno
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1914
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pagina
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354
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354
RibHograjUi
Olii-
dolo db tattica garibaldina. Il Dandolo, ufficiale del battagKoneL, bardo, ritiene Garibaldi un empirico del mestiere, * forse peggio, perchè; usava le forze all' impazzata. Per quanto rispetto noi dobbiamo avere por il Dandolo, valoroso soldato, pure-aon possiamo disconoscere Io spirito di easta, partigiano, al qnale sono improntate le sue memorie, Garibaldi, oheeobo ne dicano i denigratori, sorti dalla natura il bernoccolo dell'arte della guerra ed imparò l'arte sua sul campo di battaglia che è la vera scuola del. soldato, n Dandolo chiama Garibaldi inesperto generale di divisione ; abile ed avveduto capobanda, ma il genio ano di capitano aafcjilse in tutte le sue imprese, capitanò 40 combattimenti e vinse 37 volte il nemico.- Egli fu il vero trionfo del genio sulla forza deca dei molti. Il generale d'Aspre stesso ebbe a Jire nel *4 Un solo nomo avrebbe potato ancora salvare l'Italia e noni In compresosi Questo nonio era Lui !
L'autore fa un quadro magnifico e nel contempo impressionante dell'assedio d. Roma. Tratteggia molto bene V immenso disordine che dominava ne] campo italiano dorante le fazioni della giornata del giugno, tanto che Garibaldi stesso ebbe a lamentarsene, perchè non gli fa sempre possibile conoscere la giusta posizione de* snoi, sicché qualche volta gli sfuggi di. mano la direzione del combattimento
Chiaro emerge dal racconto dell'autore l'abbattimento tìsico di Garibaldi in quel giorno, .abbattimento che aumenta la sua depressione morale, ebe già da tempo esisteva nell'animo suo. Fu per onesto dico Pantere == die in quella giornata Garibaldi forse non ebbe quella lucidità di menta oliagli era comune. Ha, novello Leonida, tre volte tentò II disperato assalto del Casino Quattrovanti ed i grossi Francesi per la terza volta respinsero lo poche truppe garibaldine. Garibaldi non perdonò mai al triumvirato e segnatamente a Mazzini, la posposiziòno al Rosselli, sicché quando, il giorno 3 gJUgn lì1, iunvlraó. e.ere; di riparare al male fatto offrendogli il comando to capo, sdegnosamente Garibaldi lo rifiutò.
il governo di Koma vede ormai la repubblica M "agonia tenta un ultimo 0' disperato colpo di mano : l'incamiciata j. ma, coinè; sappiamo, la sortita fallì. È'autore fa dolo-; giuste mmmoni sulla prepatazione e sull'esito di queste aOKtìtfij difficili con:: truppe regolari,fiaturalinonte difficilissime con truppe raccogliticce. Intanto l'assedio è fta il a 7 bastiono. In tutti i pift minuti particolari sul duello delle artiglierie, éntìe fazioni delle fanterie, sul fuoco delle barricate,, è accontato l'assedio di Boma. Sicché qnando ogni disperata resistenza, è ormai vana, Garibaldi stesso consiglia la resa; La pubblica spira 3. ;<anicro entra a Buina (3 luglio). .
L'autore con molta diligenza racconta la limitate libertà, d'azione che ebbe Garibaldi netta difesa di Roma nel!. Dopo la bella vittoria del