Rassegna storica del Risorgimento

A PRATO GIOVANNI ; TRENTINO ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <280>
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Eroico Brol
II Raccoglitore, giornale d'istruzione popolale ed organo della Commissione delle industrie e deU'agricoltura, Rovereto, Tip. V. Sottochiesa 2.1.1868 - 30. XJL 1905 Fino alla nascita dell'afro Adige fu l'unico organo del liberalismo, nazionale nel Trentino '
La Gazzetta di Trento, Trento, Tip. Monauni, redattore Agostino Perini 3.1.1849-1. IX. 1849. Non a questa certamente va la condanna del Prato, ma al giornale ufficiale. La Gazzetta del Tiro/o Italiano, Trento, Seiser, I. VII. 1850 - 30. XII. 1856, che continua come La Gazzetta di Trento, Trento, Seiser 2.1.1857-31. III. 1897. Il Giornale Agrario dei Distretti Trentini e Roveretani, Trento, Monauni; A. Perigi Segretario e Compi­latore; 7,1.1840-30. XV". 1850. L'Agricoltore, periodico quindicennale, organo del Con­sorzio Agrario trentino - mensile, Trento, Marietti, 1. VII. 1872-15. V. 1915. La Val-sugano, giornale quindicinale di istruzione popolare, agricoltura e commercio. Borgo, redattore Francesco Ambrosi: 1. I. 1877-15. XII. 1877. E qui va aggiunto, sebbene posteriore al Prato, Il Popolo Trentino; 6. XI. 1888-31. HI. 1891, di don Emanuele Bazzanella e don Antonio Brusamolin, che fu l'organo del clero nazionale trentino già auspicato dal Prato, finché la Vote Cattolica non riusci a farlo cessare..
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A completa illustrazione della lettera del Prato ci pare utile l'esame d'un articolo del Prato, Il giornalismo nel Trentino, pubblicato nel n. 96 di 17 Trentino, del 27 aprile
È un discorso letto nella tornata del 17 aprile all'Accademia degli Agiati di Ro­vereto, nel quale non troviamo, come si potrebbe aspettarci dal titolo, una storia del nostro giornalismo, qualche cosa come un'anticipazione della lettera al Popovich. Esso è invece un monito, in pari tempo severo e pacato, ai giornalisti trentini di non abusare della riconquistata libertà della stampa in sterili polemiche; ma di rivolgerla tutta' come nel passato all'unico grande problema: la difesa dell'italianità, la prepa­razione all'unione con la patria risorta. E queste pagine, pur sotto la frase prudente imposta dal pericolo di un'accusa di alto tradimento, vibrano tutte della fede italiana per la quale il Prato aveva lottato e sofferto fino dal 1848. Ci danno le idee del Prato sui doveri del giornalismo nel Trentino, e ci dipingono i progressi economici, culturali, sociali del Trentino, e possono essere un saggio dello stile del Prato giornalista.
Accennato all'epoca di reazione seguita alle speranze del 1848, quando pareva che per ogni dove (ad eccezione forse, in Europa, dell'Inghilterra, del piccolo Pie­monte e di qualche minore stato della Germania) la forza fosse giunta a domare il pen­siero; e tanto in Austria, che in Francia e nella Spagna nei maggiori stati della Ger­mania, per non parlare della Russia, alla libertà del pensiero erano tarpate le ali il Prato aggiunge: In quell'epoca non era cosa scevra da pericolo da parte di uno scrit­tore politico il mantenere quel franco linguaggio mediante il quale qualche anno prima egli poteva farsi strada liberamente:... il libero parlare era non solo cosa pericolosa; ma anzi ogni parola che anche da lontano accennasse a mettere in dubbio la infalli­bilità di chi teneva le redini del governo,poteva diventare sorgente di persecuzioni, delle quali non era facile prevedere quali funeste conseguenze, che pur troppo si realizzarono poi in parecchi valorosi pat rioni trentini, dei quali contate alcune tra i vostri concittadini, o signori. L'asserire 11 qual fatto più fa vedere, che anche in qucl-l'cpoca, che io non esito a chiamare calamitosa, non mancarono nel piccolo nostro paese degli uomini, i quali sfidando ogni pericolo, non dubitarono di cogliere ogni