Rassegna storica del Risorgimento
A PRATO GIOVANNI ; TRENTINO ; GIORNALISMO
anno
<
1951
>
pagina
<
283
>
Il giornalismo patriottico trentino, ecc. 283
Camera di commercio; vediamo l'agricoltura prosperare sufiulta dal consorzio agrario e dai relativi comizi disseminati per tutto il paese; vediamo prendere sempre maggior incremento i due principali prodotti del Trentino, i bachi da seta e i vini, del coi miglioramento e spaccio all'estero si occupa la enologica società, vediamo fiorire e moltiplicarsi le associazioni di mutuo soccorso* prosperare le casse di risparmio, le banche popolari: e quel che più monta, vediamo aumentati i mezzi del pubblico insegnamento, moltiplicarsi le scuole primarie e secondarie si pubbliche che private, e ciò non solo nelle città, ma anche nei maggiori paesi erigersi scuole nuove e fondarsi a spese di generose associazioni le biblioteche popolari, per non dir nulla delle istituzioni di natura sociale, quali sarebbero gli asili infantili fiorenti nelle nostre città e borgate, ed anche, benché più modestamente, in qualche comune rurale; istituzioni, alle quali mi lusingo che non tarderanno a tener dietro le fondazioni di case di lavoro e di correzione, le prime delle quali valgono a prevenire, le seconde a far cessare o almeno a limitare l'accattonaggio, piaga funesta della nostra società, sintomo fatale di società malate, perchè derivante, per la massima parte dei casi, da abitudine di procurata snervatezza o di colpevole oziosità.
Tengano conto i nostri giornali di questi incrementi, che si devono all'unanime cospirare che fanno verso il bene le popolazioni del Trentino, cooperino a fax sì che si dia vita fra noi alle utili istituzioni che ancora ci mancano; incoraggino coloro, che sacrificano il loro tempo, le loro cure e studi al pubblico bene, e non sorgano invece .a. combatterli. Bando a quelle sterili declamazioni contro le pubbliche axaministraziom, non appena si trattò di dover segnalare un errore o anche solo accennare a qualche reale o supposta mancanza. Si metta pure in vista l'errore o la mancanza, e se ne suggerisca il rimedio, ma non si destino odiosi sospetti contro chi potesse avere errato. Noi Trentini abbiamo sufficienti titoli per fax valere la nostra comunanza colla nazione italiana, di cui facciamo parte senza che vi sia il bisogno d'introdurre nel nostro giornalismo quelle odiose frasi che sono diventate di moda in tanti giornali, certamente non i migliori, del regno d'Italia, che si piacciono di gridare alla consorterìa ogni volta che toccano deU'Amministrazione della pubblica cosa. Io non entrerò qui in più. minuti particolari; non vorrei che il solo tentativo di farlo, inducesse i miei ascoltatori a sospettare, che io volessi alludere più specialmente all'uno o all'altro dei giornali, che si pubblicano fra noi; io non intendo di fare allusioni di sorta; e dico soltanto, che se i nostri giornali reputano necessario od anche solo utile di occuparsi delle interne nostre bisogne, io credo che non lo potranno fare utilmente, se non rinunziando ad ogni spirito di parte, esaminando le cose con animo pacato, esponendo poi la loro opinione con quella dignità che si addice a persone di buona compagnia, ed in modo, che ognuno debba convenire, volersi dal giornalista il meglio del paese in generale o dei municipi e dei comuni in particolare e non volersi piuttosto cogliere l'occasione della critica per aprire una guerra.
E conclude con queste nobili parole sulla missione della libera stampa: La li- -berta della stampa e in ìspeoic della stampa periodica è una dello più preziose acquisizioni dei tempi nuovi; io mi rallegro vedendo che nel nostro paese si fa un largo uso di questa libertà e considero questo fatto già come un grande vantaggio; ma riputerò vieppiù prezioso questo vantaggio, quando potrò persuadermi, che i giornalisti del Trentino, a qualunque partito politico essi appartengono, si servono della stampa in modo da far vedere, che mai non la considerano come uno strumento di offesa contro i diversamente pensanti. Ogni nomo sensato che faccia UBO della liberta, di cui gode oggi la stampa, in qualunque luogo egli scriva, massimamente poi s'egli scrive in un