Rassegna storica del Risorgimento
CLASSI SOCIALI
anno
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1951
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pagina
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295
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Le origini dell'interpretazione classistica del Risorgimento 295
condare e favorire lo svolgimento economico, finanziario e industriale della borghesìa navigando fra gli scogli dei sorgenti problemi del proletariato . D'ora innanzi sarà il proletariato il segreto, a cui dovrassi ricorrere, per spiegare i piani, i volteggiamenti e le sorprese della strategia di tutti i partiti del liberalismo borghese. Ecco quindi una frazione della destra, che tenta ringiovanirsi respirando un pò* d'atmosfera dei problemi del proletariato. Ed ecco l'emula sinistra che riprcscnta la legge, che estende agli operai l'elettorato politico-. Tra gli operai ai fa strada la coscienza che la questione del proletariato, questione essenzialmente economica! non può essere in modo alcuno risolta da partiti politici. I vecchi partiti per parere giovani, domandano al socialismo, non il suo farmaco eroico, che essi non possono ammettere, ma una goccia di esso annacquata o adulterata. I mazziniani incominciano ad essere apprezzati persino dai clericali. 11 socialismo non rinnega le idee filosofiche del Rinascimento e perciò fa proprio Io spirita razionalista di Pomponaccio e dì Giordano Bruno. Riverente al genio di Galileo fa buon viso al suo metodo sperimentale. Devoto al principio del lavoro, riabilitato da Ferdinando Galiani e in seguito da Adamo Smith, lo vuole sviluppato colla socializzazione di tutte le forze produttive, colla redenzione economica della plebe. E di conseguenza in conseguenza mira logicamente alla equivalenza di tutti i servigi d'utilità pubblica e intende dare alla Comunanza sociale e a tutte le sue multiformi associazioni (compresa l'associazione della Famiglia) la loro naturale libertà rendendo cosi perfettamente inutile quel congegno politico e giuridico di classe che si chiama lo Stato . Il Socialismo si rivolge a idealisti, a positivisti, ad autoritari, ad antiautoritari, e dice loro: Il mio immenso crogiuolo sociale non rifiuta uomo alcuno di cuore e di buona volontà. Il Partito operaio esce lento dal duplice movimento del Proletariato e del Socialismo, stimolato il primo dal sistema indù-Btriale-borghese e il secondo dai postulati della Scienza sociale .
Terminava il Gnocehi-Viani con una profezia: verrà tempo... benché non vicino in cui tutto il lungo periodo di lotta, che si iniziò col Risorgimento [ossia col Rinascimento] nell'ordine intellettuale e colle scoperte geografiche e meccaniche nell'ordine economico e terminerà colla scomparsa del salariato e colla redenzione completa delle plebi odierne, apparirà allo sguardo dei nostri lontani nepoti come un'epoca sola ed unica, cospirante con forze statiche e con forze dinamiche ad un fine solo .
Ho riferito distesamente l'interpretazione e la critica classistica del Risorgi-mento compiuta dal Gtiocclii-Viani perchè tipica dei socialisti rivoluzionari: mentre i conservatori coneludevano la diagnosi dei mali con l'esortazione alla borghesia di porvi rimedio al fine di conservare se stessa, questi dimostravano non potersi trovar rimedio se non nel sovvertimento del sistema borghese mercè la conquista dell'emancipazione del proletariato ad opera di questo.
La diagnosi dei mali, storicamente prospettati come manchevolezze o errori del Risorgimento, pei liberali sociali, rome il Vii lari 1) nel 1875, era consistita nella dimenticanza, nella trascuratezza della borghesia verso il proletariato, in certo modo giustificata negli anni cruciali nei quali s'erano imposti più pressanti questioni, ma diventata più grave dopo l'unità,21) sicché le popolazioni meridionali
) Oltre all'acuto- profilo del Volpe, vedi F. BAI.UASMVKOXI, Pasquale Vìllari. Profilo biografico e bibliografico degli scrini, Firenze, 1907.
2j L. GuAfcA, La carità nei partiti. L'opportunismo in politica. La crisi agraria* Discorso Vercelli, 1885.