Rassegna storica del Risorgimento

CLASSI SOCIALI
anno <1951>   pagina <297>
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Le orìgini deWinlerprelazione classistica del Risorgimento 297
mazziniani e dei repubblicani in genere al Risorgimento, andavano oltre: troppo poco borghese era stato il Risorgimento* è vero, ma anche, nello stesso tempo, troppo borghese perchè il relativo mito potesse valere nei tempi nuovi. Il Bnkunin, pur giovandosi della piccola borghesia meridionale, in un opuscolo diffuso in ita­liano soltanto nel 1893, ma noto anche in Italia già alcuni lustri primo, spiegava le cause- dei recenti moli in una prospettiva quasi europea: dalla Rinascenza e dalla Riforma sino alla Rivoluzione francese, in Italia, in Francia, nella Svizzera, in Inghilterra, in Olanda, la borghesia fu l'eroina e la rappresentante del genio rivoluzionario della storia, poi la parte di essa arricchitasi sostenne Napoleone, il
gli strumenti del lavoro o un capitale, possono, senza assoggettarsi ad altri, svi­luppare le loro facoltà e non dipendono da altri che in una certa misura .
Popolo è, invece, l'insieme dei cittadini, che, non possedendo gli strumenti del lavoro e tanto metto un capitale, non trovano in se stessi i loro mezzi di sviluppo e dipendono da altri in ciò che concerne le prime necessità della vita* Sono del popolo, per conseguenza, quali che siano la loro istruzione, la loro educazione, le loro relazioni sociali, tutti quelli che non hanno assicurati il nutri­mento, il vestito, l'alloggio .
Dopo la rivoluzione, la borghesia approfittando della sua maggior coltura, colla finezza, colTintrigo, spesso colta perfidia, non tardò a sostituirai alla nobiltà degenerata, impadronendosi, grado a grado, della cosa pubblica: ben presto in tutta Europa riusci ad impiantare uno dei due governi modello a lei più conve­niente: Monarchia Costituzionale o Repubblica moderata: fu però, più spesso, preferita la prima. Il suffragio si fonda sul censo e il deputato non può... che far gl'interessi della classe che lo sollevò e lo distinse tra i suoi concittadini . Teoricamente si ha libertà di discussione, libertà illimitata di commercio, ma tutto ciò serve solo coloro che si trovano nel sistema: per quel che riguarda i nemici del sistema, se essi si limitano ad attaccarne platonicamente la forma, una libertà ristretta è concessa: un repubblicano-roseo nella monarchia costituzionale e un monarchico in una repubblica borghese sono soltanto uomini che vagheggiano altri ideali; essi possono discutere entro certi limiti, e se ne escono, vengono puniti con relativa dolcezza. Per chi, invece, sviscerando la composizione sociale del governo, attacchi di petto la classe dirigente e ne mostri l'egoismo e la specu­lazione sfrenata ch'essa instaura in modo indegno col sudore col sangue del povero.; per chiunque, insomma, metta in campo la questione del pane, invitando il popolo, sfruttato oppresso, tenuto in una specie d'interdizione, a fondare colla rovina de* suoi vampiri il regno della giustizia, del benessere, della equità è inutile sperar compassione e perdono; la persecuzione diventa continua, impla­cabile, disumana. Questi mazziniani discepoli del Quadrio avversano il colonia­lismo (il governo italiano ancora non si cimenta in guerre coloniali dotato com'è dell'audacia che la natura ha impartito alla lepre; ma, andando innanzi, col buon esempio e coU'uiuto di Dio, si farà ! ), ma sulla questione della proprietà sono ambigui (La questione sociale sarà risolta quando si riconoscerà che la terra e le acque con tutto ciò che vi prospera appartengono a tutti egualmente: che tutti portino ff contingente d'intelletto, di attività, di energia, a cavarne il maggior frutto possibile: che i frutti del lavoro, qualunque sia, vadano a profitto del lavoratore, o ciò che è lo stesso che la proprietà sia frutto del lavoro'). Nondimeno pretendono di dar lezioni a tutti i socialisti perchè non è vana questione di forma quella intorno cui si affatica il nostro partito repubblicano , che dai suoi primi anni ha la riforma sociale nel suo programma e, se questa parte non fu volta nel passato, si è perche tutti i suoi sforzi, tutta la parte migliore della sua energia fu rivolta al santo scopo della indipendenza, della unità della patria, purtroppo non ancora Interamente raggiunto>;; indispensabile il cambiamento di forma per rendere powubile la sostanza. Siamo dunque repub­blicani perchè vogliamo fermamente, sinceramente la riformo radicale della Società e conosciamo impossibile raggiungere la mèla senza creare prima un ambiente favorevole : Alle scuole bizantine del socialisti-possibilisti, tipo Bismark-Luzzatti, lasciamo i vani sforzi del Sisifo mitologico sulla montagna inaccessibile del pri­vilegio: ulle sètte pazzamente feroci degli anurchistes, tipo Jurien-Cyvoct [sic], i furiosi sproloqui allo Pantera di liaiignnlles e il culto sanguinario della dinamite .