Rassegna storica del Risorgimento

CLASSI SOCIALI
anno <1951>   pagina <298>
immagine non disponibile

298 Luigi Bui/erotti
Concordalo e le forze conservatrici; nella Restaurazione la borghesia ridiventò combattiva contro l'aristocrazia e la monarchia legittima, finché nel 1830 lo bor­ghesia ricca rimpiazzò definitivamente al potere l'arnica nobiltà e ricominciò a ricorrere alla religione sta pure con un deismo dottrinario alia Royer-CoHard, alla Guizot, alla Cousxn, alla Viiilleruin. Tale processo d'involuzione, spiegava U Turati, nell'introduzione all'opuscolo, s'era verificato in Italia con un certo ritardo sulla Francia: soltanto ora, e cioè dopo il 1890, la borghesia italiana cercava nuova­mente l'appoggio della religione, e, meno sviluppata della consorella francese, Io cercava nella Chiesa cattolica.
Se Garibaldi, incarnazione vivente di idealità e di miti risorgimentali, appoggiò l'Internazionale, credendo di realizzare quella rivoluzione democratica che non aveva potuto compiersi col Risorgimento, lo sviluppo di motivi risorgimentali come programma pratico di azione fu presto abbandonato dai suoi seguaci che avevano aderito al socialismo sperimentale rivoluzionario e cioè da redattori de La Plebe (sui quali agirono dottrine e interpretazioni storiche del Marx e dell'Engels),1) venendo a costituire uno dei nuclei fondamentali del pensiero e dell'azione socia­listici in Lombardia. Nei loro opuscoli pubblicati attorno al 1880 a Milano sono bensì celebrati V. Russo e C. Pisacane, ed è bensì ricordato il sangue operaio di cui furono tinti tutti i campi di battagli: , 2) ma non è più rimasta alcuna
1) G. Sosio, La diffusione degli scritti di Marx e di Engels ih Italia, in So­cietà, 1951.
s) 0. GNOCCHI-VUNI, // Proletariato e noi, Milano, 1880. Lo sfruttamento del sangue operaio nella rivoluzione italiana è ricordata in un altro opuscolo (LEONE CAPPELLO, Pensieri di un operaio razionalista e socialista, Milano, Bignami, 1880.) che merita di essere riferito, perchè esprime l'atteggiamento radicale in senso socialistico. Esso incomincia con la riforma del calendario internazionale (ger­minale ...), ma anche colla critica garibaldina degli estremisti ( Gli esagerati sono provocatori o spie) ; e continua : Oggi i nostri Parlamentari, o Camera legisla­tiva, sono ridìcole mistificazioni: la proclamazione della sovranità del popolo una burla... l'ordine attuale in Europa è precisamente quello di tre secoli or sono, cioè il feudalismo, sotto altra forma, è più potente di prima. I feudatari erano vassalli tributari dei re, degli imperatori e dei papi; oggi i grandi proprietari e banchieri sono i reggitori delle monarcliie e del papato . Trascrivo i brani più significativi: La quistione odierna e di sapere se gli eletti al potere appartengono ai popoli, o se i popoli appartengono agli eletti . Sonvi in Italia cinque milioni di proprietari sopra ventisei milioni di popolazione; in conseguenza ventini mi­lioni di diseredali; sopra i cinque milioni di possidenti esistono 4.800.000 che sono vicini al proletariato; vi sono dunque poche migliaia di sovrani, che gover­nano e sf ni 11 ano 25.800.000 sudditi : ecco il popolo sovrano ! . Il regresso è opera dei * genii del male, come i preti di tutte le religioni rivelate, la burocrazia, l'aristocrazia, la grassa borghesia, le mediocrità vendute. I beni del progresso sono ora a prò' di una costa privilegiata, mentre va misurato in ragione dei benefici che ne risentono le masse laboriose ; anche la scienza è privilegio della borghesia, come l'istruzione (divisa tra Chiesa e Stalo) e la libertà. La legge che dice inviolabile la proprietà è un assurdo: non e che la grande proprietà che è inviolabile perchè può difendersi dagli attacchi; la piccola è in balia dello Stato* delle imposte, dell'usura, della prepotenza dei truffatori e dei ricchi . La sorte dei popoli non sta nella forma di governo. La vera democrazia è anti­autoritaria, è antiaristocratica... La reazione governativa ora è TU** fatto compiuto : l'alleanza col preti è una necessità per regnare... Cosi va per quei popoli che fanno le rivoluzioni per metà. In Italia dal 1821 ad oggi abbiamo fatte delle rivoluzioni, e sempre gridando: Fratellanza! Siamo uguali! Evviva Oh! che burlai Ohi che commedia di galantuomini che seppero con raffinata astuzia poli­tica appropriarsi il bottino!. Col radicalismo si arriverà in religione e in filosofia all'unità dell'essere umano, in luogo del dualismo di anima e corpo, spirito e materia: in politica, alla solidarietà della specie umana, in luogo della