Rassegna storica del Risorgimento
CLASSI SOCIALI
anno
<
1951
>
pagina
<
299
>
Le origini dell'interpretazione classistica del Risorgimento 299
illusione nella possibilità dì collaborazione tra borghesia e proletariato sotto la guida della prima. Al contrario traspare il rammarico per lo stato passivo degli operai del Risorgimento aggiogati quasi tutti al carro della borghesia e ne balza fuori la dolorosa esclamazione la patria! l'entusiasmo popolare di un tempo non lo avranno più... una sola cosa c'è di veramente irredento, e questa è il lavoro . Indubbia cecità verso le altre * cose > irrendente: il Merlino, che calcava la mano su questo punto (Poco importa... agli operai e alla grande maggioranza del Trentino e di Trieste che siano schiavi di borghesia italiana o tedesca ), dimenticava essere Videa di nazionalità un principio acquisito al socialismo, perchè era invischiato nelle dottrine evoluzionistiche, che avevano originato Ideologie sociali contraddittorie in quanto pretendevano applicare alla storia e alla politica umane osservazioni ricavate dalle società animali o dall'esperienza biologica. Egli cadeva negli errori comuni ai nostri socialisti evoluzionistici sedicenti scientifici capaci d'intendere che cosa fosse la razza, ma sovente incapaci d'intendere che cosa fosse la nazione. Si comprende quanta confusione regnasse nelle loro dispute circa le imprese coloniali che si trovavano a dover giustificare come trionfi della selezione naturale, ma che dovevano condannare come manifestazioni capitalistiche. Né in posizione più favorevole si trovavano i repubblicani socialisleggianti piuttosto spiritualistici di Cuore e Critica, Bulle cui colonne nel febbraio 1887, Romolo Prati in un artìcolo intitolato Darwin a Saàti, concludeva: Dopo la tirannide di Elio-pabulo quella di Darwin, dopo i commentari di Cesare e di Napoleone, il Darwinismo, ma tiranni sempre, sempre tiranni .
Oramai i problemi politici che gl'Italiani prendevano a considerare erano molto diversi da quelli che si erano presentati durante gli anni del Risorgimento e venivano ovviamente inquadrati in ideologie diverse (quali appunto quelle positivistico-evoluzionistiche a sostegno del liberalismo e a vantaggio delle aristocrazie borghesi oppure a sostegno del socialismo democratico e a vantaggio del proletariato combattente), che tentavano di valersi, presso l'opinione pubblica, del vocabolo Risorgimento sia per calcolo, sia per affettuose rimembranze, sia perchè questo costituiva oramai un elemento delle tradizioni nazionali.1) Se l'irredentismo, che potremmo dire etnico, incontrava scarso favore presso molti socialisti, i quali contrapponevano l'irredentismo del lavoro, non dobbiamo credere che si trattasse soltanto di cecità di fronte agli ideali nazionali (questa certamente non mancò, ma appariva in parte legittimata dal cattivo uso che i dirigenti avevano fatto di quegli ideali per indurre egoisticamente i governati a sopportare il maggior peso dei sacrifici), bensì anche dello sgomento che provocava in essi il desolante stato dello masse lavoratrici specie del mezzogiorno. Già Cavour e altri patrioti aperti del Risorgimento ne erano rimasti colpiti, ma non avevano potuto far altro, causa le contingenze storielle, che rilevare il male. Ora tal genere di emancipazione avrebbe
divisione in popoli o nazioni; alla classificazione secondo le capacità personali, in luogo della classificazione per l'azzardo della nascita. In economia, alla proprietà limitata ai bisogni della vita, in luogo della compressione, e alla legittimità di tutte le passioni normali inoffensive. Come conseguenza, la trasformatone del matrimonio e la trasformazione del codice penale, perchè non BÌ ha diritto di condannare un nomo, se prima non fruisce dei diritti, di educazione e dei mezzi di vivere, cioè, degU strumenti del lavoro e dell'alloggio. Abolito 11 salario*.- la terra inalienabile: eredo il comune >.
x) Era inoltre nella tradizione culturale il pensiero socialistico del Risorgimento : il Turati, anch'etti i fiducioso nel radicalismo de duceva il proprio socialismo nel diritto penale dal Romagnosi socialista >. (ti delitto e la questione sociale. Appunti sulla questione penale, Milano, 1883, p. 34).