Rassegna storica del Risorgimento

IRREDENTISMO ; CIRCOLO XX SETTEMBRE
anno <1951>   pagina <303>
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L'IRREDENTISMO STUDENTESCO GIULIANO E IL CIRCOLO XX DICEMBRE
Verso la fine del secolo scorso vi fu un'epoca nella quale dopo la condanna di Guglielmo Oberdan, divenne più fervida e più attiva razione irredentistica parti­colarmente a Trieste. Il Circolo Garibaldi diffondeva nelle terre irredente il giornale li'.eeo delle Alpi Giulie e incitava con proclami ardenti alla propaganda e all'azione, quando, nel 1888, infierirono le condanne contro alcuni fra ì più accesi agitatori politici, un giovane gruppo di studenti del Ginnasio Comunale Superiore, o come poi si disse del Liceo Classico Dante Alighieri di Trieste, formò un gruppo dì azione e di propaganda che nel 1889 ebbe il battesimo di Circolo XX Dicembre. I soci di questo circolo segreto erano una ventina, tutti amici e compagni di scuola della seconda o terza classe del liceo: e la loro guida o come familiarmente era chiamato, il dittatore era il giovane Roberto Liebman, ardentissimo patriota, il quale fungeva da quello che oggi si direbbe ufficiale di collegamento fra questo gruppo di giovani e i più autorevoli capi del movimento irredentista. A questo circolo dei soci del quale io credo di essere uno fra i pochissimi sopravvissuti appartennero Giuseppe Ara che fu poi professore a Venezia e attivissimo nella lotta politica; Giulio Ascoli clinico insigne, professore a Pavia, poi direttore dell'ospedale civico di Trieste ove svolse tubazione eroica di propaganda e di -difesa, morto a Vienna nel 1916 per essersi'rifiutato di prestare servizio militare in Austria ; Teodoro Costantini, chiaro musicista, morto giovanissimo; Amedeo Herlitzka che fu fra i più illustri fisiologi italiani dei nostri tempi, professore a Torino, condannato dal tribunale di Graz' per cospirazione irredentista, combattente nella guerra di reden­zione, morto nel 1950; Giuseppe Lazzarini di Albona; Giuseppe Levi, professore all'università di Torino, uno dei più insigni istologi viventi, Gino Macchioro Vivalba, che fu nel servizio diplomatico, ministro d'Italia al Messico e ad Addis Abeba, Giovanni Menesini, uno dei più attivi fra i patrioti triestini e Guido Wallop, anch'egli combattente coraggioso ed attivo. Roberto Liebman morì nel 1918 colpito da una bomba d'aeroplano a Mestre, ove prestava servizio nell'esercito italiano.
L'attività del Circolo era molteplice. Le riunioni, di solito settimanali, avevano luogo nella casa di uno o l'altro di noi, o, durante la primavera e l'estate in qualche luogo pittoresco nei dintorni di Trieste. Spesso qualcuno di noi portava con se un amico dell'Istria che accettava di far parte del Circolo. Un programma veniva pro­posto, discusso, ed elaborato. Nelle grandi ricorrenze di feste nazionali venivano diffusi proclami irredentistici generalmente stampati a Udine e portati a Trieste da qualcuno dei soci ; nelle festività ufficiali austriache si pubblicavano e si lancia* vano piccoli manifesti intonati ad alto fervore patriottico. Una serie di dimostrazioni venivano organizzate in varie occasioni nelle piazze o a teatro: ricordo una clamo* rosa dimostrazione a una recita doìVErnani al politeama Rossetti dove l'aria Emani Emani, involami all'aborrito amplesso > fu accolta da un fragoroso entusiastico prolungato applauso preparato dai giovani congiurati che ebbe come conseguenza la proibizione dell'opera da parte delle autorità austriache. Tutta la piccola quoti* diana lotta di ogni giorno, col frequente lancio di pedurdi, punto pericolosi ni a molto rumorosi, tutta la propaganda minuta di osservazioni critiche o scherzose, tutta la preparazione costante, con lo studio e la citazione appassionata dei discorsi di