Rassegna storica del Risorgimento
IRREDENTISMO ; CIRCOLO XX SETTEMBRE
anno
<
1951
>
pagina
<
304
>
304 Arturo Castiglione
M. R. Imbriani e dei memorabili versi di G. Carducci che suonavano, particolarmente nel Saluto italico, come un nobile richiamo al quale rispondevano con entusiasmo i cuori commossi dei giovani, erano oggetto della attiviti ardente e eloquente di quel gruppo di giovani. Certo a chi ricordi oggi alla luce dei fatti che poi vedemmo questa opera di un gruppo di ragazzi del liceo, essa non apparisce e infatti non era, eroica e nemmeno eccessivamente audace: ma era tutta soffusa di una passione romantica che era direttamente ispirata alle idee del Risorgimento.
Dopo qualche anno di vita il Circolo XX Dicembre si sciolse perchè tutti o quasi i giovani che ne avevano fatto parte lasciarono Trieste per iniziare i loro studi universitari. Era necessario allora che gli studenti delle Provincie italiane che intendessero poi esercitare a Trieste, nel Trentino o nell'Istria la loro professione, sì iscrivessero nelle università austriache e vi ottenessero la laurea. Ma i gruppi di studenti italiani in quelle università costituivano, nei Circoli accademici, delle organizzazioni irredentistiche. Gli Italiani vivevano generalmente isolati da tutti gli altri gruppi di studenti e specialmente su un piede di ostilità coi gruppi nazionalistici tedeschi che erano nient'allro che i rappresentanti dell'irredentismo austriaco verso la 'Germania: era quella l'epoca nella quale Schoenerer aveva lanciato il grido: Los von Rom! e anche, meno ufficialmente: Via dall'Austria] Gli studenti italiani festeggiavano con dimostrazioni patriottiche tutte le ricorrenze nazionali, sempre, ma particolarmente nella festa delle matricole che veniva celebrata molto solennemente e festosamente con riti grotteschi e neUa quale i nuovi studenti venivano solennemente ammessi nella collettività, le manifestazioni patriottiche raggiungevano altìssimo grado. Ricordo fra i nostri amici d'allora Filippo Zamboni, poeta e letterato, professore di letteratura italiana al Politecnico di Vienna, che incuorava i giovani coi suoi nobili discorsi e Alessandro Luzio, corrispondente del Corriere della Sera. Ricordo come lutti gli Italiani che giungevano a Vienna e particolarmente i grandi attori, primi fra i quali Eleonora Duse ed Ermete Zacconi, venissero accolti nel gruppo degli studenti con la più grande cordialità, poiché sembrava motivo di fierezza e orgoglio affermare quanto profondi fossero i vincoli che legavano gli studenti italiani a tutti coloro che portavano alto il nome della patria. Una delle cose che parvero anche allora strane specialmente ai nostri ospiti che giungevano dall'Italia, era che si cantassero fra gli studenti inni e canzoni del Risorgimento che in quell'epoca erano già del tutto dimenticati in Italia. Rammento che una sera in una trattoria viennese un grappo di studenti aveva intonato e cantato successivamente a coro vari canti di questo genere : venne ad un tratto un signore tedesco che era stato seduto con un amico ad un tavolo vicino e chiese a me, scusandosi, di decidere una scommessa che egli aveva fatto col suo compagno : se cioè noi fossimo italiani delle Provincie irredente come egli sosteneva, o cittadini del Regno d'Italia. Io risposi che egli aveva vinto la scommessa, al che il compagno rassegnato disse: Ma io avevo inteso sempre citare i nomi di Mazzini, di Garibaldi, d'Italia, di Roma, e dunque dovevo pur credere... Ma che! obiettò l'altro. Proprio questo, mi fece capir subilo che questi giovani sono irredentisti: gli altri non cantano pia queste canzoni.
Tutta l'opera propagandistica degli studenti giuliani e triestini nei ginnasi e nei licei, nel Circolo XX Dicembre e nei circoli accademici di Innsbruck, Graz e Vienna, ma specialmente in questa ultima città perchè era più grande il numero degli studenti italiani e più spesso si presentavano le occasioni per agire, fu certamente un contri buio notevole alla propaganda nazionale e irredentistica, alla difesa