Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHEOGRAFO TRIESTINO"; TRIESTE ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <318>
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Giulio Cervoni
nenie valori intellettuali della Trieste moderna dedica ali*Areheografo un cenno piuttosto sommano, limitandosi ad indicare la rivista come un vasto magazzino della storia, giuliana, importante altresì per Venezia e la Dalmazia. *) Né molto più a lungo si sofferma sn di essa Attilio Gentile trattando del primo secolo di vita della Società di Minerva.2) Essi non si proponevano uno studio specìfico sulla rivista, evi­dentemente, ed al Tamaro in particolare ben altro importava; YArcheografo interes­sandogli semmai quale erede dello spirito rossettiano.
Ma resta da rispondere alla domanda posta prima; anale sia stata cioè la molla ideale di quel fervore di studi, quali i morivi ispiratori che valgono a meglio caratte­rizzare quella storiografia che si riduce, del resto, in molti cosi ad una modesta sto­riografia erudita quali le accentuazioni di tendenza, quali i limiti.
Rifacendosi intanto preliminarmente, in rapido excursus* allo stesso ambiente triestino della seconda metà del secolo scorso, si arriva a convincersi che non è affatto il caso di sottovalutare la preparazione scientifica di quei cultori di storia patria: la loro modestia fu pari alla loro bravura; i loro lavori quasi mairivelano un'ispirazione dilettantistica; se qualche volta una nota affiora di provincialità ingenuo, essa sta più forse nell'eccesso di meticolosità 3) che in una mai impugnabile negligenza delle fonti. Leggendo alla Minerva la relazione dell'annata LXXXV della Società, Lorenzo Lorenzutti, a proposito di una conferenza tenuta nel corso dell'anno dal pubblicista veneziano Ettore Gentili sul tema I Foscari nella storia e nettarle, sentiva il bisogno di aggiungere che oggidì la storia non si fa più se non con finissima critica, ricercando pazientissimamente documenti o ignorati o obliati, e confrontandoli attentamente e traendone sottili deduzioni .4)
Di fronte a tutti quegli issimi vien fatto di pensare ad uno che cerchi di vendere a caro prezzo modesta merce o che si credatroppo presuntuoso della propria qualità di chierico della scienzadi aver di fronte una schiera di laici incapaci d'altro che di stare stupiti ad ascoltarlo. E vera senz'altro, direi, la seconda ipotesi; si tratta di gente in buona fede e che aveva una considerazione altissima:s- sarebbe meglio, forse parlare addirittura di venerazione per gli studi storici.
E se era boria, si trattava di boria erudita propria degli studiosi di storia fin du siede e non specifica dei nostri onèsti studiosi*. Era una presunzione che aveva alle sue origini la formidabile organizzazione dell'erudizione teutonica allora imperante. La scienza tedesca metodo, filologia, erudizione tedesca era il modello necessario per chiunque si avventurasse nel campo degli studi storici. Per la scienza tedesca si
1) ATTILIO TAMARO, Storia di Trieste, Roma, Sto-k, 1924, voi. II, pag. 599; vedi anche voL I, prefazione, pag. XV.
2) ATTILIO GENTILE [recto Gentille], Il primo secolo della Società di Minerva, 1810-1909, Trieste, Caprin, 1910.
3} Vedi E. C. CABKEUI, Elenco dei beni e diritti di Giovanni signor di Zuccola e di Spilimbergo (sec. XIII) in A. T.t N. S., voi. XX, 1895, pag. 124. L'autore sente il dovere di avvisare in prefazione al documento riprodotto che egli di due case (Zuccola e Spengenberg) ha narrato le vicende, le guerre, le istituzioni, le genealogie, illustrando gli stemmi, i sigilli e le livree, i titoli, i molti possedimenti ed i diritti . Sua ferma convinzione era di rispondere ad un preciso desiderato della scienza .
*) Relazione dell'annata LXXXV della Società di Minerva letta dal presidente don.. Lorenzo Lorenzutti (nel congresso generale del 1 luglio 1895) in A. T N. S., voi. XX, 1895, pag. 447.