Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHEOGRAFO TRIESTINO"; TRIESTE ; GIORNALISMO
anno
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1951
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pagina
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319
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Il sentimento politico-nazionale e gli studi di storia ecc. 319
formò a partire della metà del eccolo XIX dice il Croce un culto che tenne perfino della superstizione . Era mia critica che trapassava facilmente nell'ipercritica: la famosa Dino-Streit imperniata sull'appassionata difesa di Isidoro del Lungo e sulla negazione dello Schcffcr-Boichorst (il vittorioso Borusso) è indicativa di tutta una suggestione culturale. ')
Anche per Trieste la metà del secolo scorso coincide con una crisi feconda nel campo degli studi storici. Discepoli lontani di Rassetti e di Kundler, i a minervali dell'./4rc/ii'0grq/b sembrano legati solo da un esteriore legame ideale alla prima sede dell'J4rcheografo od all'Istria del Kandlcr. Rossetti e Kandlcr, pur avendo dato l'avvio con fervore operoso, a tante ricerche che continuarono poi ad essere i temi di studio e di indagine comuni agli studiosi per intenderci della Nuova Serie dell<4 reheografo, rimasero nella considerazione degli epigoni non pia che come simboli di generosa abnegazione cui fosse doveroso appellarsi come agli antesignani che a destra e a manca avevano disperso le energie della loro genialità accendendo insieme il fuoco della sacra lampa . Ma nella generale infatuazione leu ionizzante fu ascritto a loro limi te il difetto di metodo, per cui tutto un risultato di pazienti indagini andava riveduto e ripensato.
In verità, era cambiato radicalmente un tipo di studi: un'esigenza di severa sistematicità richiedeva forme di applicazione più meticolose e precise; Se volgiamo lo sguardo, per un momento*, a quelle tante persone che, sullo sfondo deTArcheografo costituirono l'Olimpo storiografico triestino, osserviamo, con valutazione magari troppo superficialmente quantitativa, ma tuttavia accettabile, che se quegli studiosi seppero dare un tono di non indifferente pregio agli studi storici triestini, ciò è dovuto anche al fatto che essi avevano compiuto con molta serietà i loro studi secondo la moda del tempo oltre e più che in Italia, presso università tedesche profittando del contatto vivo con le grandi autorità degli studi stòrici nella età della critica positivistica. Ci sarebbe semmai da aggiungere che essi, per la presumibile maggior padronanza del tedesco si venivano a trovare in posizione di relativo vantaggio nei confronti di quanti nella penisola sentivano il bisogno di rinvigorire teutonicamente la loro cultura. Se solo guardiamo le citazioni le troveremo ricchissime di richiami all'autorità di qualche celebrato studioso germanico.
Per il Pervanoglù, epigrafista infaticabile, Teodoro Mommsen è ora il sommo, ora l'illustre, ora il chiarissimo; nelle interpretazioni delle antiche lapidi non sa desiderare di meglio che di trovarsi sempre d'accordo con sommi eruditi quali il compianto Boeck e l'illustre Mommsen, suoi venerati maestri.3) Non minore è l'entusiasmo professato ora per l'illustre Doellinger ora per l'illustre Welker 3) ora per il Curtius. E Giuseppe Caprin, commemorando nel 1894 Tomaso Luciani allora defunto,
1) BENEDETTO CROCE, Storia della Storiografia italiana nelsec. XIX, Bari, Laterza, 1947 (3* edizione), voi. II. Vedi il cap. dedicato alla Nuova Filologia.
ISIDORO DEL LCNCO, Storia esterna* vicende avventure di un piccolo libro de* tempi di Dante, Milano, Dante Alighieri, 1917.
E. SICARDI, Critica tedesca e suggestione italiana in Nuova Antologia del 16
maggio 1917. ! ""r ym
2) PIETRO PEBVANOGLÙ, Della iscrizione di Marco Calpwnio Bibulo in A. T.,
N. SM voi. X, 1884, pag. 428. ...... ., S
3) PIETRO PERVANOGLÙ, Delle vergini e madri negli antichi culti della Grecia e della penisola italica in A. T., N. S., voi. XVI, 1890, pagg. 421-422.