Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHEOGRAFO TRIESTINO"; TRIESTE ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <325>
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Il sentimento politico-nazionale e gli studi di storia, ecc. 325
durre in termini di scientifico zelo tuia strenua battaglia su argomenti scottanti come - ad esempio quello della liturgia glagolitica. Bernardo Benussi è in certo modo il campione della mediovalistica regionale e fa, oltre che anima degli Atti e Memorie, collaboratore assiduo dell'are// eogra/o; il problema della liturgia slava nell'Istria fu da lui profondamente studiato; 1) ma egli non fu il solo ad occuparsi dell'argomento: esso o per studio diretto o perchè orecchiato era vivo come stimolo polemico un pò in tutti gli studiosi regionali dell'epoca. Era appena uscito lo studio del Benussi sulla Liturgia .s/apanp/ris/rù che il Mortcani, uno degli studiosi regionali più ingenuamente impetuosi, trovava modo di riprenderei! tema nella sua storia di Montona e tuonava: a ... nel popolo la liturgia latina ed il clero italiano promossero sempre la- civiltà, fa proprio da ridere [!] che alcuni preti slavi venuti da altri paesi ad agitare le popola­zioni del territorio, anziché educarne i sentimenti religiosi, tentando di dimostrare che anche nella campagna montonese sia stata introdotta nei secoli scorsi la liturgia glagolitica trovano di concludere sfacciatamente che già nel secolo XVI l'Istria intera era glagolitica, ad eccezione di quelle poche città della costa abitate ecc. ecc. 2) e continuava:... per quanto riguarda Montona risponderemo che in questa città, posta nell'interno dell'Istria, nessuna parola slava nò nella liturgia, né nella predicazione, né in nessuna funzione ecclesiastica venne a turbare mai l'orecchio degli abitanti,,, laonde respingiamo questa calunnia insidiosa lanciata su Montona che fa sempre italiana nella religione e nella civiltà. 3)
1) B. BENUSSI, La liturgia slava nell'Istria in Atti e Memorie, voi. IX, Parenzo, Coana, 1894, pagg. 153-283; e dello stesso, Nel Medio Evo, Pagine di Storia Istriana, Parenzo, Coana, 1897, cap. IV, 5, 13, pagg. 604-605.
Nello studio sulla Liturgia slava nell'Istria si indicano le ragioni occasionali di esso: un certo mons. Volarich aveva presentato nella seduta del 12 marzo 1892 della Dieta provinciale istriana un'interpellanza all'i, r. governo intorno all'uso della lingua slava nella liturgia ecclesiastica. Ne era seguita una polemica nell'Eco del litorale tra il Volarich stesso ed un suo confutatore a proposito del diritto degli slavi dell'Istria a celebrare gli uffici divini nella lingua nazionale.
La Direzione della Società Istriana di Archeologia e Storia Patria intervenendo nella questione che concerneva fra l'altro uno dei periodi più oscuri della storia provinciale istriana aveva affidato al Benussi, allora suo vicepresidente l'incarico di scrivere sull'argomento. Ed il Benussi in uno studio serrato di 132 pagine, contro­battendo punto per punto le argomentazioni di parte avversa sul piano storico e su quello del diritto, ne svelava l'intento grossolanamente politico. Non vogliamo scru­tare - concludeva le intenzioni dalle quali monsignore (Volarich) fu guidato a sollevare tale questione nella Dieta Provinciale che è una corporazione politica e non ecclesiastica (l); e lasciamo perciò intieramente a lui la responsabilità morale di averla posta laddove essa non apparteneva, e donde anzi avrebbe dovuto essere assolutamente bandita. Sono troppe in questi tempi le lotte nazionali perchè le si debbano far entrare anche nel sereno campo della Chiesa (pag. 281). ... D'altronde a che cosa si tenda con l'imperiosa domanda della slavizzazione della Chiesa pretesa in nome di un immaginario diritto dai corifei della propaganda slava, sciaguratamente in ciò, secondati dal clero slavo politicante ed estraneo quanto quelli a questa terra, non è nessuno che lo ignori (pag. 282).
2) L. MORTJBANI, Storia di Montona, di., voi. XIX, 1894, pag. 336.
a) L. MORTEAW, ibidem. E più oltre ancora: La liturgia latina fu pura fino alla venuta dei nuovi abitanti, precisamente fino al secolo XVI [!]... gli slavi con­ducevano più volte i loro sacerdoti i quali erano noti per la loro ignoranza e per la
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