Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHEOGRAFO TRIESTINO"; TRIESTE ; GIORNALISMO
anno
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1951
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pagina
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327
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// sentimento politico-nazionale e gli studi di storia, ecc. 327
Il quadro statico dèi Medio Evo regionale muta naturalmente di colpo stando agli studiosi locali quando nella regione si instaura stabilmente il dominio veneto. Col dominio veneto anzi si tocca il grande motivo percorrente un pò tutta l'erudizione storica giuliana della vonezianita . ') Mei confronti di un'epoca in cui di una nazione o di un'entità politico-territoriale italiana non era doto di trovar traccia, non era possibile che la storiografia regionale romanticamente tesa alla ricerca di una tradizione di italianità indiscutibile per la regione potesse continuare (una volta incamminatasi per questa via), a presentare tuttavia questo idoleggiato motivo dell'italianità perenne, se non appellandosi a qualche aspetto indiscutibile ed evidente della storia della regione. Uno di questi aspetti era rappresentato da una tradizione letteraria e linguistica che non lasciava dubbi e un altro da Venezia, potenza politica italiana, e che attraverso secoli di ininterrotto dominio, aveva Lisciato una traccia indelebile nella fisionomia stessa della regione. Era naturale che Venezia venisse idoleggiata un pò come una specie di patria italiana avant la lettre . Con Io studio dei rapporti tra l'Istria e la Serenissima si veniva a ribadire implicitamente la piena italianità della regione. "L'Arclieografo e gli Atti e Memorie ci parlano continua, niente di dedizioni spontanee 2) a Venezia quasi a sostenere con le più. solide delle argomentazioni l'esistenza di un fenomeno politico generale, rispetto al quale la cosiddetta dedizione di Trieste agli Asburgo sarebbe stata soltanto un'eccezione spiacevole e... poco meno che una vergogna per tutta la storia locale.3) Partendo da un criterio siffatto il VassiUch concludeva il suo studio su Veglia *) arrestandosi al momento del
') In GALZIGNA e iNcmdSTHl, op. cit., pag. 63 è detto: Venezia, madre patria dei nostri comuni .
2) Vedi ad es. G. VASSUJCH, Da dedizione a dedizione. Appunti storico' critici sulle isole del Quernero (secolo XII-XV) in A. T., N. S., volumi XV, XVI, XVII, 1890-1891.
3) Non si accorgevano quegli studiosi (dal Sardagna allo Joppi, dal Buttazzoni all'Hortis ed al Cavalli), per non parlare dei politici , che il problema dedizione nella sua recentissima accezione politica era, in misura rilevante alimentato dal loro stesso affannarsi erudito. L'Austria era chiaro cercava di stendere una vernice di storica solennità e grandezza attorno ad un motivo di politica modernissima (in relazione alla quale soltanto, il tradizionale e scontato episodio della dedizióne era diventato l'argomento avvelenato della pubblicista storica triestina).
Giustamente osservava SILVIO BENCO (// Piccolo di Trieste. Mezzo secolo di giornalismo, Milano, Trevcs, 1931, pag. 16) che in un momento in cui la politica c'entrava dappertutto (si parla dell'anno 1882) l'Austria ci teneva più che mai a un'affermazione morale del proprio possesso di Trieste: voleva celebrato con grandi festeggiamenti il 500 anno della cosidetia dedizione delia città agli Asburgo che allora passava per storia* mentre oggi è reputato travisamento di storia . In effetti il discutere dell'argomento faceva già il gioco del Governo austriaco. E interessante per constatare quanto fosse radicata fino a tempi relativamente recenti, negli storici di formazione culturale irredentistica, tale preoccupazione soffermarsi sulla critica che dell'argomento traccia Attilio Tamaro (op. ett. voi. I, pag. 261 e scg.). Il Tamaro riduce la dedizione a semplice usurpazione austriaca; ma si tratta una volta di più di una variante sull'argomento, non di un superamento dell'equivoco problema. Del resto
partendo da questo criterio come si giustificherebbero agli occhi del Tamaro,
Je tante dedizioni spontanee di cittadino istriane a Venezia?
<) G. VASBrtiGH, L'ultimo dei Frangipani, conte di Foglia (seguito al lavoro: e Da dedizione a dedizione ) in A. T., N. S., voi. XV1TI, 1892, pag. 176: a così dunque