Rassegna storica del Risorgimento
"ARCHEOGRAFO TRIESTINO"; TRIESTE ; GIORNALISMO
anno
<
1951
>
pagina
<
329
>
Il sentimento poUtico-naxionale e gli studi di storia, ecc. 329
ritengo che Vincenzo Toppi l) sia uno dei pochi a parlare; ma bisogna considerare che lo Joppi alludeva ad un fatto specialissimo: i Veneziani, in quanto fomentatori dì disordini nel patriarcato di Aquileia si allude agli anni inunediatameute precedenti la dedizione di Trieste agli Asburgo avrebbero impedito* collo esautora-mento dei Patriarchi, ogni possibilità di protesta da parte dei medesimi nei riguardi degli Asburgo perla perdita della città, (venuta Tanno precedente, in seguito alla pace di Torino, a trovarsi sotto la loro sovranità). Prova più commovente ancora di amore per la Serenissima sapevano dimostrare gli storici àeL*Archeogrqfo quando venivano a parlare della sua decadenza e della sua une e del contemporaneo salire in grandezza di Trieste. Accennando allo smembramento dell'antico patriarcato di Aquileia nello due diocesi arcivescovili dì Venezia ed Udine '-) COBI si esprimeva lo Joppi: Venezia si oppose a lungo... ma alla fine, abbandonata da quelli stessi che le avevano offerto appoggio, dovette cedere . In modo più caratteristico ancora Giuseppe Occioni Bonaf-fonB venendo a discorrere nel 1892 alla Minerva sul tema I Vostri bisnonni a Trieste nel secolo XVIII disegnava un patetico quadro impostato sul motivo del crescere del nuovo emporio e del decadere della gloriosissima repubblica e concludeva: <c Non mi regge l'animo di continuare in un parallelo doloroso di cui la storia saprebbe porgere tutti gli elementi, ma che ripugna al comun sentimento. Basti che, mentre Venezia, con uno sforzo generoso e supremo aveva nel secolo scorso vivificate le vecchie industrie o ne aveva fondate di nuove, uomini di poca fede se ne audavano e finivano per la maggior parte per terminare proprio a Trieste ;3) ed avanti di questo passo. Direi che non è illegittimo parlare di una sorta di complesso di colpa rintracciabile un pò in
*) VINCENZO IOPPI, Del dominio dei patriarchi di Aquileia in Trieste dal 1380 al 1382 {note e documenti) in A. T., N. S., voi. XV, 1890: Divenuta Trieste... un Comune autonomo ed indipendente, visse sempre in pace con ì vicini fino a che la Repubblica di Venezia nel decorso del secolo XXV, allo scopo di assicurarsi l'assoluto dominio del Mare Adriatico, manifestò la sua cupidigia di conquistare le città litoranee valendosi di ogni pretesto e maggiormente della ragione del piò forte. Per tal modo vennero in sua balia vari luoghi dell'Istria e la stessa città di Trieste . (pag. 264).... Più volte i Triestini stanchi delle angherie e prepotenze dei Veneti governanti, chiesero giustizia, e non avendola ottenuta, si ribellarono e scacciarono dalla città i Veneziani ed i loro partigiani. Ma questi ben presto ritornavano in forze ed avevano facilmente ragione della piccola città, che.scontava con multe ed esili il suo desiderio di libertà (pagg. 264-265). Ed in conclusione i Triestini, vedendo che il Patriarca di cui dal 1380 riconoscevano la signoria non aveva nessuna potenza e non desiderando ricadere e nelle mani dei Veneziani , cominciarono a trattare colla Casa d'Austria che nel 1368 li aveva soccorsi liberamente (pag. 270.,.) I gravi disordini che si protrassero nel Patriarcato e le guerre che .li accompagnarono e produssero la caduta del potere temporale dei Patriarchi impedirono ogni protesta perla perdita di Trieste (pag. 271).
~) VINCENZO IOPPI, La Basilica di Aquileia. Noto storico-artistiche con documenti in A.T.j N. S., voi. XX, 1895, pag. 224; al cominciare del secolo XVIII le differenze tra l'Austria e Venezia andavano esacerbandosi nella grave questione per la divisione della diocesi di Aquileia. Pretendeva la prima che i propri, sudditi fossero sottratti alla giurisdizione spirituale del Patriarca di Aquileia, soggetto alla Repubblica ed invece venissero sottoposti ad IMI Vescovo residente negli stati imperiali. Vene via si oppose lungamente a questo smembramento ma alla fine, abbandonata da quegli stessi che le avevano offerto appoggio dovette. cedere alle insistenze dell'Austria che aveva saputo far inclinare il Pontefice a secondare i suoi desideri .
3) A. T., N. S., voi. XVTn, 1892, pag. 448.