Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHEOGRAFO TRIESTINO"; TRIESTE ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <330>
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330 Giulio Cervoni
tutta la storiografi dell'irredentismo quando ni parla di Venezia, al suo tramonto: pensate... Trieste che sorge a potenza sulle rovine della citta eoe aveva salvaguardato per secoli nella regione l'italianità, portando civiltà e grandezza riflessa!
E da aggiungere a questo motivo della veneziani tà , un motivo che direi della friulanità di Trieste: *) per esso, in sede di indagini linguistiche, si dimostrava che il dialetto triestino veneziani zza tosi progressivamente, era stato, in antico, friulano schietto e quindi di pura ed originaria discendenza latina.
Si potrebbe parlare dell'interesse sempre dedicato allo studio delle strade, dei valichi e delle frontiere naturali e romane nella Giulia: lo scopo era di circoscrivere nettamente nella sua estensione la penisola istriana sia in direzione del Veneto che verso le Alpi Giulie. 2) A riguardo non è nemmeno il caso di ricorrere a citazioni circa il Formione. il limavo, il Quarnaro, l'arco delle Giulie.
*) G. I. ASCOLI, Cimeli dell'antico parlare triestino raccolti da Jacopo Cavalli, illustrati da G. 1. Ascoli in A. T., N. S., voi. VI. 1879-1880, pag. 199 esegg. (articolo riportato dall'archivio glottologico italiano).
Ibidem, Il dialetto tergestino. Noterelle in A. T., N. S., vói. XV, 1890, pag. 245 e segg. (pure riportato dall'archivio glottologico italiano ed improntato ad un aspra polemica con Oddone Ze.naiti, di coi vedi più avanti sul motivo della friulanità). JACOPO CAVALLI, Reliquia latine raccolte in Muggiti d'Istria, con appendice dello stesso autore sul dialetto tergestino in A. T., 18, S., voi. XIX, 1894, pag. 5-208. ODDONE ZEN ATTI, op. cìt., pag. 79: ci pare di poter concludere che non sia troppo esatto il chiamare friulano il dialetto triestino, quale risulta, per non dir dei posteriori, anche dai documenti dei secoli XV e XVI, ...ma che piuttosto lo si debba considerare unitamente al veneziano, col quale ebbe comune le origini e le vicende, serbata sempre quella distanza di tempo necessaria a che l'influenza di Venezia si potesse su Trieste svolgere ed esercitare ... cosi le ricerche severe della scienza con­fermano le tradizioni leggendarie del popolo italiano (ibidem)... onde da Venezia a Trieste ed alle coste dell'Istria e delle cittadelle dell'Istria a Venezia, era uno scambio contìnuo di uomini e di cose, Venezia da Io spirito e le leggi, Trieste e l'Istria pietra e legname per i palazzi e le chiese superbe che si eleveranno sulla laguna (pag. 80). E in conclusione: appunto in quelle viuzze e in quelle corti cosi trascurate, dove abita il vecchio popolo triestino sta un'altra chiara testimonianza della veneziani tà di Trie­ste (pag. 82).
GIUSEPPE VXDOSSICH, Studi sul dialetto triestino, in A. T., N. S., voli. XXHI XXIV, 1899-1902.
2) CARLO GRECO RETTI, V antico Timavo e le vie Gemina e Postumia in A.T., N. S., voi.: XVI, XVII, XVIIT, 1890-1892.
ALBERTO PUSCHI, I valli romani delle Alpi Giulie. Cenno generale in A. T., N..S., voi. XXIV, 1902, pag. 125 contro il dubbio dei snoi appositori [della esistenza del vallo romano] lo confortano le fonti e quella IVotitia dignitàt uni utriusque imperii, edita dal Boccking, che al capo XXVII parlando del Comes Italiae, porta l'immagine di una città appiedi di monti che presentano due eminenze con un vano interposto, e sul dorso hanno due tratti di muraglia, paralleli costoni, ed in mezzo di ciascheduna muraglia una torre grande coperta, che direbbesi castello, laddove alla loro base sta scritto Italia.
Vedi anche in 4. T III serie, voi I, 1905, riportata una lettera di Tomaso Luciani al Kondler del 1869, sul vailo romano sopra Ciana, dove 6 netto: un anziano di Ciana mi disse che il muro era un tempo e dovrebbe essere il loro confine colla Croa­zia...; ma che i Croati si spinsero avanti, che rubano e invadono, che bisogna rivendi­care il proprio e respingerli al muro (pag. 104).