Rassegna storica del Risorgimento

"ARCHEOGRAFO TRIESTINO"; TRIESTE ; GIORNALISMO
anno <1951>   pagina <331>
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Il sentimento politico-nazionale e gli studi ài storia, ecc. 331
Il motivo dot confini naturali della regione richiama, del resto, immediatamente l'altro motivo, di Dante, suggello e vate dell'italianità delle nostre terre. ') Basti una frase del Lorenzutti:2) Epperò la Minerva, pur sempre gelosa custode delle incancellabili glorie onde ha vanto la terra dal Sonzio e dalle Giulie al Quamaro, uni il suo rimpianto, ecc. ecc.).
Quello di Dante fu tra i miti dell'irredentismo quello forse maggiormente retorìzzato. La sua fortuna nella corrente propaganda politica di allora s'impernia si sa sul verso famoso Sì com'a Pola presso del Cantaro ch'Italia chiude e suoi termini bagna, ed ha operato in maniera rilevante e qualche volta addirittura buffa nel giudizio storico: Il nostro popolo tuonava una volta di più il Mortcani par­lava la bella lingua del sì e non altra già al tempo di Dante, il fondatore della lingua italiana: tutti poi conoscevano il latino, lingua della Chiesa e dei letterati. 3) Che nel fervore del sentimento andasse a farsi benedire la serietà del giudizio critico non conta; è vero che a noi riesce anche troppo facile sorridere per quel latino messo cosi facilmente sulla bocca di tutti e per Dante fondatore; ma resta il fatto che un po' per il culto di Dante e un po' per i motivi mito dei quali abbiamo fatto cenno nel corso di questa esposizione e per tanti altri rivoli non appariscenti, qualche cosa che si poteva considerare ancora allo stato fluido a Trieste ed in Istria verso la metà del­l'Ottocento si era venuto cementando stabilmente nella seconda metà del secolo: ed era una coscienza nazionale intesa come volontà politica irriducibile. Quello che si è voluto cercar di chiarire nel corso di questa breve esposizione è stata la parte che gli studi di storia hanno avuto, accanto alla quotidiana propaganda ed alla lotta politica, nel determinare quella solida fede. Lo studio presente non è andato oltre l'esame del-VArcheogrqfo'. esso verrà completato con un esame degli studi comparsi anche nelle altre riviste regionali ed in ispccic negli Atti e Memorie e degli scarsi studi comparsi fuori dell'ambito delle riviste. Che nei loro interni motivi ispiratori quegli studi si fondassero su dei miti è un fatto; ma la mitologiaintesa in questo senso è di ogni storiografia, a parte ogni distinzione di levatura e di dignità scientifica; né si può pretendere di veramente valutare un certo movimento di cultura se non cogliendolo e giustificandolo appunto nei suoi motivi ispiratori, se non partecipando, con sim­patia distaccata sia pure, a certi ideali civili ed umani: che vanno oltre il con-tingente.
Giulio CEHVANT
i) GIOVANNI MOHOSINI, Nel VI. centenario della visione divina, La leggenda di Dante nella regione Giulia in A. T.,N. S., voi. XXIII, 1899-1900. Ma per una esauriente informazione di quanto e attinente al problema di Dante e la Venezia Giulia, vedi l'opera omonima di Baccio Ziliotto, Cappelli, 1948, specialmente ai capitoli IV; Danti­sti e dantofili dal1865 ai nostri giorni a V: Nume ed augurio.
2] Relazione dell'adunata LXXXJV della Società di Minerva letta dai presidente dott. Lorenzo Lorenzutti m A. T., N. S., voi. XX, 1895, pag. 195.
a) MOBTEÀNI, Notizie storiche delta città di Pirano, eh., pag. 145,