Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIAN FELICE ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <332>
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FELICE VENEZIAN ALLA DIFESA DELLE LIBERTÀ MUNICIPALI DI TRIESTE
1882-1907
H 3 agosto del prossimo anno ricorre il centenario della nascita di Felice Veneziana
Triestino, Felice Venezian, come uomo politico, ispirò il suo pensiero e la sua azione ad un unico ideale, riscattare Trieste dalla soggezione austriaca: due mete gli splendevano davanti lontano : la difesa delle posizioni nazionali nelle terre irredente e la preparazione delle coscienze tra i governanti e le classi dirigenti d'Italia. Egli, fu il cospiratore ideale che non risparmiò fatiche, amarezze, angoscie, dolori, che mai si smarrì nelle più ardue prove, .che ogni impresa iniziata condusse a termine sempre.con onore, di rado con non pieno successo, tant'era pendente, avveduto, sagace, esperto, guidato da volontà inflessibile, sorretto da fede inconcussa.
L'Austria lo ebbe superbo antagonista, difensore sopra tutto delle libertà muni­cipali di Trieste, la sua città, dilettissima al suo cuore.
Felice Venezian era uscito da quella gloriosa famiglia, che alla Storia del Risorgimento aveva già dato il nome illustre di Giacomo Venezian, caduto nel 1849 a Villa Barberini, nella memoranda difesa di Roma, famiglia che più tardi offerse ancora alla patria il secondo Giacomo Venezian l'eroe purissimo della riscossa, caduto sul Carso nel novembre del 1915, nella guerra di redenzione al cospetto di Trieste, sua dolce terra natale; zio il primo, cugino il secondo a Felice. Profondamente diversi, i due cugini, negli atteggiamenti spirituali, poi che Giacomo era spiritualmente un mistico, di sentimenti profondamente religiosi, cattolico fer­vente, mentre Felice, che pur aveva un cuore d'oro, era uno spirito piuttosto pagano, immune da pregiudizi, sdegnoso di dogmi. Ma oltre le ragioni contingenti della politica di partito, tra queste due creature, veramente sovrane, c'era una limpida, affettuosa comunione d'intenti, sebbene scaturiti da diverse menti e procedenti per vie diverse, intenti che poi si riassumevano in un solo proposito: tutto pensare e tutto operare per la grandezza della patria immortale.
Felice Venezian nasce nel 1851, quando a Trieste, nella vita municipale, s'inizia un periodo squallido, crepuscolare, che durerà un decennio.
Poiché vogliamo ricordare solo i tratti essenziali della vasta e meravigliosa opera sua che si riferiscono alla sua attività di consigliere municipale, d'organizza­tore supremo di battaglie elettorali, di difensore delle libertà del Comune, nel venticinquennio che corre dal 1882 al 1907, è necessario a questo punto che trac­ciamo, per via di rapidi scorci, i lineamenti storici e le vicende statutarie del comune di Trieste, affinchè, nella narrazione, ogni accenno a diritti, prerogative e libertà municipali, risulti d'un subito chiaro e preciso.
ci rifacciamo, per brevi istanti, da quell'anno 1861, che aveva veduto Io scio­glimento del consiglio municipale, nato, vissuto e morto nel silenzio.
Erano allora trascorsi più di dieci anni di rigido, asfissiante* assolutismo in Austria, e ai governanti era finalmente sembrato che questo lungo perìodo di mor­tificazione fosse sufficiente a disintossicare del tutto i sudditi di S. M. dalle orrende contaminazioni politiche della rivoluzione quarantottesca, e che quindi fosse giunto