Rassegna storica del Risorgimento

VENEZIAN FELICE ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <335>
immagine non disponibile

Felice Venezian alla difesa dette libertà, ecc. 335
politico, nel suo contimi.) ascendere in fama e autorità, avanza e la sua opera si fa sempre più ardita e costruttiva e s'espande, così ingrossa l'incarto della Presidenza del Governo provinciale, che lo concerne, e giudi/i e rapporti ai mostrano più severi, più acri.
Eccone dei brani, nella versione italiana, dal tedesco originale.
Questo ripale al 1888, dopo un sessennio d'attività municipale:
L'avvocato Felice Venezian è consigliere municipale, presidente dell'Unione Ginnastica, uno dei principati ispiratori del giornale locale L'Indipendente Finora egli è incensurato nei riguardi penali e della polizia. I suoi sentimenti politici sono pessimi, egli appartiene, anima e corpo, alla cricca degli estremisti italiani di questa città, per la sua relativamente influente posizione di capopartito, di consigliere municipale e presidente d'un grande sodalizio, nonché per il suo non comune talento, e per la sua condotta oltremodo prudente è molto pericoloso alla " buona causa ", senza però che finora sia stato possibile di procedere contro di lui col rigore delle leggi .
Nel 1901, Felice Venezian è accusato d'alto tradimento per una frase pro­nunciata in un suo discorso elettorale: Certo non consimili sono le condizioni nostre; perchè, per decreto della suprema volontà, la nostra regione sta entro i limiti della penisola italica; ma, se si vuol difendere la nostra italianità, dob­biamo difenderla da tutta la regione ,
Il documento ufficiale dice: In linea politica egli ci è conosciuto da lunga pezza quale capo del Partito Liberale Nazionale estremista e quale schietto irre­dentista. L'opinione pubblica lo chiama massone, senza però che alla Direzione di polizia se ne abbiano le prove, tranne le sue strette relazioni con Natban, il noto capo della Massoneria italiana.
Da molti anni ha una forte influenza a Trieste e può essere designato quale promotore, seppure non è l'autore morale di tutte le dimostrazioni irredentisti­che e radicali italiane a Trieste .
E ancora un rapporto del 1905: L'avvocato Felice Venezian, che, d'accordo con gli elementi più sensati, ritiene la liberazione delle province irredente effet­tuabile solo con la cooperazione del governo italiano, e perciò aborre da ogni azione indipendente, perchè inutile e forse dannosa, ritiene all'incontro, per il momento, dovere precipuo dedicarsi ad un'attività di preparazione e adoperarsi per difendere i paesi in questione, per estendere il territorio linguistico italiano e per ravvivare i sentimenti di devozione all'Italia.
Per quest'attività che può essere praticata pubblicàinènte quale abitazione per promuovere gl'interessi della propria nazione, e viene esercitata con la stampa, con le amministrazioni autonome, con le associazioni, non occorrono né archivi segreti né botti con doppio fondo e nemmeno liste di volontari
Ho già rilevato in precedenza che il consigliere municipale avv. doti. Felice Venezian è il condottiero dell'intero movimento regionale "pauitaliano", non è invece vero che egli di regola sovvenga in denaro irredentisti che gettano bombe e diffondono manifesti sovversivi*.
Consideriamo ora più da vicino e rapidamente, dati i limiti di questa memoria, Tonerà che Felice Venezian rivolse in modo precipuo alla difesa del comune di Trieste, nel venticinquennio dal 1882 al 1907.
A partire dal 1882 il Partito Liberale Nazionale, che rappresentava le aspira* zioni politiche e nazionali di Trieste, che dovevano, per necessità ineluttabile,