Rassegna storica del Risorgimento

TRIESTE ; CIRCOLO GARIBALDI
anno <1951>   pagina <342>
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IL CIRCOLO GARIBALDI DI TRIESTE PER L'ITALIA IRREDENTA
Gol nome d'Italia Irredenta furono battezzate, nel 1877, le provincie italiane ancora soggette all'Austria, cioè la Venezia Giulia (il così detto Litorale austriaco) e il Trentino (il così detto Titolo meridionale) da Matteo Renato Imbriani, il nobile paladino della loro eausa nazionale. Era il tempo della guerra russo-turca e del com­plicarsi minaccioso delle contese balcaniche, le anali facevano risorgere e alimentavano nei patrioti italiani le speranze in un prossimo risolvimento della questione di Trento e Trieste (rimasta sospesa nel 1866) o per forza delle armi o per abili trattative diplo­matiche, in compenso di una eventuale espansione orientale sino a Salonicco della monarchia absburgica. I vecchi e i nuovi emigrati delle Alpi Giulie e Retiche promo­vevano nel Regno un'agitazione popolare che prese consistenza intorno ad una orga­nizzazione politica presieduta dal venerando generale Giuseppe Avezzana, della quale rimbriani fu l'operosissimo segretario. Questa associazione, ch'ebbe il consentimento di Giuseppe Garibaldi, venne intitolata dell'Italia Irredenta.
n neologismo incontrò rapida e durevole fortuna in Italia e all'estero, specialmente dopo i clamorosi avvenimenti del 1882, culminati nel supplizio di Guglielmo Oberdan. Venne accolto nella terminologia politica internazionale, e trovò ospitalità, in senso piò o meno benevolo, nelle grandi enciclopedie tedesche, francesi e inglesi, giovando così, indirettamente, a far conoscere nel mondo le aspirazioni nazionali degli ultimi sudditi italiani dell'Austria, e persino nei nuovi vocabolari della lingua italiana, auspice Policarpo Petrocchi. Ne derivarono ben presto le voci: Irredenta e Irredentismo Irredento e Irredentista. S'intese per Irredenta il partito d'azione antiaustriaco, per Irre­dentismo il principio unitario che lo informava, ai disse Irredento ogni italiano suddito austriaco che aspirava idealmente all'Italia, Irredentista quello che cospirava e agiva per la realizzazione della sua idealità. Prima del 1848, quanti manifestavano sentimenti di simpatia all'Italia e di avversione all'Austria, erano chiamati semplicemente liberali; durante e dopo la rivoluzione di quell'anno repubblicani per la loro propensione a Ve­nezia; piò tardi piemontesi e italianissbni, le quali espressioni erano usate specialmente dalle autorità di polizia e dagli austriacanti. Gl'Italiani unitari si appellavano tra loro patrioti, ma pubblicamente, sino agli ultimi tempi della dominazione austriaca, con espressione legalitaria, liberali-nazionali. Un poeta austriaco, Heinrich Littrow, pren­deva a gioco, prima del 1882, le dimostrazioni in edentistiche di Trieste, accennandone, non senza una certa arguzia, nel suo libretto di versi Von Wien nach Triesti
Italianissimi die gibt's
Im Lande aucb noch viel,
Doch ìst ihr Treiben nicht so arg,
Ein wnhrcs Kinderspiel.
"Weil mnneb.es Kinderspiel jedoch
Gefarlich werden kann
So blickt die holden Schwrmex stets
Gradisca lachclnd un. ')
l) Il prof. Remigio Marini ci diede cortesemente dei citati versi la seguente
traduzione: . . ,,
aon molti ancor nella contrada
sì, gl'italiani pazzi (gl'italianissimi),
ma è agir che non fa molta strada,
un gioco da ragazzi.
Ma perchè mai ne* mali passi
quel gioco non finisca,
guarda e sorride ai bei gradassi
il mastio di Gradisca.
Gradisco sull'Isonzo era allora un ergastolo austriaco, dove scontarono la pena molti condannati politici di Trieste e dell'Istria,