Rassegna storica del Risorgimento
TRIESTE ; CIRCOLO GARIBALDI
anno
<
1951
>
pagina
<
353
>
// Circolo Garibaldi di Trieste per VItalia Irredenta 353
grafo dettata dall'I lortis, come fucile di alt rem duglie commemora live d'eventi nazionali decretate e diffuso negli anni successivi.
Il Circolo aveva proprie dipendenze o sezioni in tutti i maggiori luoghi dell'Istria e del Goriziano rappresentate da uno o due aderenti, a Capodist ria. Pirano, Buie, Paranze, Pigino, Rovigno, Pola, Cervìguauo, Gorizia* e queste sezioni pubblicavano talvolta separati proclami che facevano stampare a Milano o a Udine, qualcuno persino clandestinamente a Trieste mediante il tipografo Geniram.
Il Bernardino prestava con fervore l'opera sua in ogni impresa occulta o manifesta che giovasse a tener desto e a porre in evidenza il sentimento patriottico degli italiani irredenti. Moltiplicava in particolare la sua attività durante le lotte elettorali* quale membro influente dei Comitati della Società del Progresso Nelle elezioni comunali del 1893 fu incluso e spuntò nella lista del quarto corpo, che comprendeva i minori censiti, come candidatura protesta, perchè da pochi mesi egli aveva subito il terzo incarceramento politico. Il partito austriaco e il Governo che lo ispirava, cercarono in tutti i modi, ma invano, di ostacolare la sua elezione* rinnovatasi anche nelle seguenti chiamate alle urne. Questo valoroso cospiratore, riparato oltre il confine durante la prima guerra mondiale, non ebbe la ventura di assistere al tanto auspicato trionfa del suo ideale politico. Mori tragicamente a Udine, nel luglio 1917, in un panico d'incendio durante una rappresentazione cinematografica, travolto e schiacciato dalla folla ch'egli cercava di calmare e contenere.
Al Gomitato direttivo del Circolo Garibaldi si collegavano piccoli gruppi di aderenti, distinti tra loro da un capo ordinatore a contatto con qualche membro della Direzione, ch'era di solito il Bernardino. Fra i capigruppo noto Andrea Apollonio, direttore del negozio di manifatture Tavolato all'imbocco di via S. Sebastiano, Giovanni Longbi, impiegato presso la Cassa distrettuale per ammalati, un bel pezzo d'uomo rude e manesco, condannato nel 1883 a un anno di carcere per avere alzato il bastone contro una guardia di polizia in una dimostrazione popolare, Vincenzo Gorzalini, agente di commercio, processato, per alto tradimento insieme con Attilio Pieri e il servo di piazza Annuto, ma assolto dalla giuria di Vienna nel 1892, il macellaio Luigi Moretti, forte e ardito giovane, già fuoruscito a Roma, l'altro macellaio Antonio Mrachich, condannato a tre anni di carcere per le dimostrazioni del 2 dicembre 1888, Leone Veronese, romantico cavaliere dell'ideale. Gaietto Bascovich e suo fratello Alfieri, arditi esponenti dei vari comitati d'azione, Francesco Ruzzicr, impiegato di commercio poi segretario dell'Associazione progressista, Arturo Zanetti, distinto e colto negoziante di mobili, condannato a cinque mesi di carcere nel 1892 per un discorso tenuto dinanzi alla salma del vecchio patriota avvocato Antonio Vidacovich, e altri.
Il più forte gruppo di propaganda era quello degli studenti universitari e medi, che nel 1891-92 formò il Circolo XX Dicembre, collegato strettamente col Circolo Garibaldi. Riconosceva per capo un giovane agente d'assicurazioni, Roberto Liebmann, molto abile e ardito, che sapeva sgattaiolare mirabilmente in mezzo ai pericoli, morto di bomba austriaca durante la guerra di redenzione alla quale aveva voluto partecipare benché in età avanzata. Altro gruppo numeroso e attivo reclutava i suoi gregari fra il ceto operaio di San Giacomo. Vi appartenevano alcuni spazzacamini, tra cui Salatei, Castellani e Saiidrigo, alcuni tipografi, alcuni operai degli arsenali di Sant'Andrea e qualche bracciante del Porto nuovo. Guidava questo gruppo Antonio Civran, un orologiaio con bottega e annesso sgabuzzino che gli serviva da alloggio, essendo vedovo senza figli* al principio della salita di via Molino a vento, poi in via dell'Istituto 11