Rassegna storica del Risorgimento
1860-1870 ; FRIULI ; CRIST TOMASINO
anno
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1951
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pagina
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379
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Una cronaca inedita 1860-1870 deW abate Tomasino Crisi 379
sociale sono parole: parole belle e brutte, parole talora anche assai elevate; ma appunto perchè troppo elevate non trovano infine stabile dimora qui sulla terra .
Il Crisi, da buon sacerdote e da credente fedele, soleva dire che a tutte quelle parolone ne opponeva una sola: Il Vangelo>. E soggiungeva: La gente ride nell'udirla ed io invece l'ho detta e la dico sul serio: io vi tengo e vi ci sto. Dal Vangelo non viene un diluvio di cose, ma poche cose, ma buone, ma suffi-denti e corrette.
Dimenticavo di dire che il Crisi ebbe tra i suoi alunni all'Accademia orientale l'arciduca Rodolfo d'Asburgo, principe ereditario d'Austria, finito poi, nel 1889, tragicamente. Scrisse il poema epico-eroicomico in ottave: La Zuccheide, composta di 2759 ottave e di 22.072 versi. Compose poesie anche in onore del Cavour, di Vittorio Emanuele H, del patriarca di Venezia card. Trevisanato, del quale ultimo il Grist fu alcune volte ospite.
A giustificazione di certi suoi numerosi e prolissi versi il Crist soleva dire: Il letterato o poeta possono dire tutto quello che vogliono perchè non hanno dazi da pagare.
Ai suoi 22.072 versi della Zuccheide pose la seguente premessa:
Gentile è il libro... è vero ! aurato in pelle
Oh, sì ! di fuori è pieno di bellezze,
Ma dentro c'è un bel nulla, o bagatelle,
Clie a casa mia si chiamano sciocchezze.
Bene s'involgeriano le sardelle
In queste carte delle tue stranezze,
Bon Dio !... Bon Dio ! ma... amico, cos'hai fatto ?
E io: Non sai chi sono ? ... lo sono un.., matto.
In una poesia dal titolo: Per un germano, il Crisi auspicava un'unione solidale e amichevole fra l'Italia e Germania.
Rifuggiva dagli estremismi sociali e politici perchè cosi egli affermava il progresso è un diritto dell'umanità, ma se lo stesso va a rompicollo fa conto che allora non è un fatto, bensì un fallo. In una parola ci dev'essere Dio, sapienza e bontà nel mondo.
Avrebbe desiderato la Chiesa sciolta e libera dagli impacci del dominio temporale, e riferiva la frase di un distinto teologo : Patrimonium divi Petri esse pendile dignitati stimmi pontificia, non antem necessarium fidei nostrae .
Ma veniamo alla cronaca dei principali avvenimenti degli anni 1860*1870. Alternata alla cronaca degli avvenimenti politici e utilitari del tempo, vi sono annotazioni di vario genere, come già ho detto. La cronaca di carattere politico non si riferisce soltanto ai fatti d'Italia ma di Francia, Germania, Stato pontificio e di altre nazioni. Simpatizzante e parteggiatore dei movimenti per il risorgimento d'Italia, il Crist prende fedele, diligente, se pur obbiettiva nota di tutto quanto si riferisce alla lotta per l'indipendenza della sua patria. Cosi una breve o anche insignificante notizia riguardante l'Italia, ispira al nostro autore lunghi conunenti e dissertazioni.
L'annuncio della morte di Camillo Cavour (il Crist trovavasi a Vienna) fa vergare a Ini pagine sopra pagine, che descrivono tutta l'opera del grande statista piemontese. Riferisco alcune frasi: