Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI INDUSTRIALI
anno <1951>   pagina <385>
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Per In raccolta degli archivi industriali 385
anche lui uno studioso depositario della tradizione paterna. Quando gli parlai di questa min iniziativa, rimase un pò* accorato dicendo di aver messo sossopra tutta l'azienda incominciando dagli archivi dell'ultimo piano, dove ai raccolgono i vecchi documenti, ma non aveva trovato nulla, salvo l'atto costitutivo dell'azienda, che ho potuto poi riportare in questo musco. Per poter vedere le prime macchine eostruite a Torino in varie aziende ho dovuto spendere molto tempo, distur­bare mezzo mondo, finché ho trovato un vecchio catalogo delle nostre aziende ed industrie di cui ho potuto fare delle riproduzioni fotografiche.
L'azienda italiana che mi ha dato soddisfazione è la Nébiolo. Aveva un archivio non solo, ma una pregevole rivista L'Archivio Tipografico pubblicato quando ancora c'era l'abitudine di mantenere viva la tradizione e si aveva piacere di ricordare ciò che ì nostri vecchi avevano fatto. Oggi, invece, urgono problemi economici e sindacali, ci si preoccupa delle realizzazioni finanziarie immediate, lutto quello che è spirito e sentimento si mette da parte. Qnell* Archivio è una fonte preziosa per la storia tipografica e delle arti grafiche. La Nebiolo certa­mente ha una documentazione interessante. Io però aprendo una parentesi, penso che ho fatto tutto ciò come privato: lei, doti. Sandri, certamente lo potrà fare meglio di me, perchè può rivestire la sua azione sotto forma di Ente, e di azione statale, lo invece, come privato, spesso venivo scambiato per un procacciatore di pubblicità al quale si chiedeva: Quanto fa? quanto mi costerà?. Riuscivo alla fine a convincere il mio interlocutore che ero io ad essere grato a coloro che ci offrono l'archivio di un'azienda e che stavo facendo un lavoro scientifica e non pubblicitario; insomma che si trattava solamente di un modesto studioso di problemi storico-economici. Comunque sono certo che la sua opera, dott. Sandri, Bara più proficua della mia. Lei potrà fare un'azione pubblica, ma naturalmente dovrà dare delle garanzie, perchè gli industriali sono molto diffidenti e qualche volta forse non hanno torto.
Quando saremo in possesso di questo archivio spero non succederà ciò che mi è accaduto, ad esempio, alcuni mesi or sono, quando si stava preparando una grande mostra.
Quando l'organizzatore di tale mostra venne da me e mi disse di cercargli del materiale per la Sezione storica dell'industria tessile, io gli risposi che avrei potuto trovare qualcosa ma che mi occorreva la collaborazione degli indù, striali perchè mancava un archivio industriale.
Per esempio, nel Biellese, c'è molto materiale. Si vuole perfino girare un film sulla storia di Pietro Sella, che fu il primo che introdusse le macchine dal* l'Inghilterra. E certamente non fu un viaggio facile, quello di Pietro Sella, nel 1816 quando si recò a dorso di mulo nelle officine Cockerill in Belgio per far fabbricare le macchine per tessere e trasportarle poi, coi mezzi di cui si disponeva in quel tempo, fino in Val Mosso, nel Biellese. A quanto ho saputo, nel Biellese si occupano per ricostruirne la storia.
Certamente i bleilesi sono in possesso di documenti ma li tengono gelosa­mente conservati. Ad ogni modo i documenti potrebbero essere conservati in questo archivio nazionale. Sarebbe però bene creare archivi regionali.
Quando ho dovuto allestire la seconda sala dell'industria, mi sono trovato dì fronte alle slesse difficoltà. Chi mi venne in aiuto fu l'archivio del Comune di Torino archivio veramente ricco di materiale. Torino dal 1860 ormai sapeva che perdeva la sua posizione di capitate ed allora si apprestò a divenire capitale indù-