Rassegna storica del Risorgimento
SOCIET? DANTE ALIGHIERI ; STORIOGRAFIA
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Vittorio Furiant
fisi, lo slancio coi quale esso aveva combattuto e vinto non avessero trovato un tanto magro e stentato riconoscimento.
Sulla Germania, l'influsso -russo operò con una più laboriosa preparazione, per i più complessi, problemi fatti sorgere dalia sconfitta; anche qui, però, il timore e lo spirito di vendetta che presiedettero all'imposizione della pace, diedero, per reazione, esca al nazionalismo; mentre il modello dell'evoluzione politica della Russia fu copiato, inconsapevolmente, con maggiore esattezza, vuoi perchè la stessa durezza delle condizioni di pace avevano imposto una iniziale solidarietà fra i governi delle due nazioni sconfitte vuoi per lo stesso sconvolgimento determinatosi in Germania, per il crollo delle vecchie dinastie: la repubblica di Weimar, infatti, che potrebbe rappresentare mutatis mutandis quello che in Russia fu il Periodo di Kerenski, partorì dopo le sue molteplici convulsioni e crisi, il novello mostro del nazismo; ne molto mancò che, invece di un nazionalsocialismo, nascesse un nazionalcomunismo. E sarebbe nato, senza la violenta e potente opposizione dei grandi industriali, rappresentati da quel Goering, che gli Alleati condannarono a morte, e si salvò dalia forca con il suicidio misteriosamente resogli possibile. A questo Goering, o, se volete, alla sua classe, le nazioni democratiche che io fecero condannare devono se l'imperialismo napoleonizzante, uscito da figlio legittimo dalla matrice dei governi autoritari, invece che porsi sotto un'unica bandiera russo-tedesca, e muovere unito guerra all'Occidente, si divise in due campi, <? l'un contro l'altro armato , indebolendosi, e offrendo, in tal maniera, agli avversari, l'unica possibilità di una travagliata vittoria. Per mio conto, ritengo fermamente che, se il secondo tempo nazionalsocialista, cui Goering e Hitler da lui dominato posero fine con le stragi di fin d'aprile, fosse riuscito, il conflitto russo-tedesco sarebbe sì scoppiato lo stesso, ma solo dopo aver sommerso il mondo sotto la marea della rivoluzione comunista. È facile profezia, poi, affermare che, nella lotta fra i due che certo sarebbe sorta successivamente, sarebbe sopravvissuto il più esperto nell'organizzazione, il più atto a concepire la società sotto l'aspetto di un ordine imposto dalla legge, sia pure ferrea e gelida, e che il mondo sarebbe finito sotto la tutela della pax comunista germanica.
Non lo fu, e dobbiamo rallegrarcene; ma non per essere lieti del suo succedaneo (che, per ciò che oggi avviene in Germania, è ancora grave di minaccia).
La pace che i popoli del mondo s'illusero di aver conquistato, quando non avevano, in realtà, che debellato l'imperialismo nazista, è una cosa miseranda, perchè la sconfitta dell'imperialismo tedesco costò il rafforzamento smisurato di quello russo e slavo, in genere : solo una seconda fase, speriamo la più lunga e dolorosa, si è chiusa del tremendo conflitto scoppiato nel 1914; un'altra è in corso dal 1945, nella quale hanno e avranno pure molta importanza gli indussi e le reazioni esercitate dalla rivoluzione russa sulle nazioni che, all'uscita dal primo conflitto mondiale, erano meglio dotate e costituite dell'Italia e della Germania: la Francia, l'Inghilterra e gli Stati Uniti. La Francia, la più scossa delle tre, non tanto da subire la sorte dell'Italia, ma abbastanza per non reagire agli influssi dell'Oriente con un proprio credo nazionale, sufficientemente ricca di tradizioni democratiche, per non lasciarsi sedurre dal totalitarismo, ma incapace di rinfrescare tali tradizioni, dando loro un contenuto più aderente ai tempi nuovi; la Francia andò trascinando la sua esistenza politica fra crisi grandi e piccole, portando la sua democrazia a fare la più triste delle figure nel periodo dell'insurrezione franchista, e dimostrando una debolezza superiore a ogni sospetto all'epoca