Rassegna storica del Risorgimento

ECONOMIA ; TRIESTE
anno <1951>   pagina <396>
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Giuliano Gaeta
Nonostante il disgraziato periodo francese, parte della città certo era avversa a quell'Austria* che pur aveva cooperato efficacemente alla sua floridezza, se di fronte al tentativo di Gioacchino Murat, Pll aprile 1815, VOsservatore Triestino faceva le seguenti constatazioni ed osservazioni: X fautori di Napoleone spargono da tutte le partile notizie più assurde per spaventarci e per paralizzarci, sperando di guadagnare qualche forte alleato nella paura degli avversari, e di animare nello stesso tempo il coraggio di vari segreti partitami. Alcune teste deboli senza verun discernimento accolgono subito siffatte vociferazioni, e le vanno spargendo senza mai giudicare donde provengano e senza riconoscere gli individui da cui sono spacciate*
Con la restaurazione Trieste, mentre da un lato segue il movimento risorgimentale italiano e quello d'altre nazioni (ricordiamo anzitutto la presenza in città di una colo­nia greca, degna di nota per i suoi rapporti coi connazionali lottanti contro il Turco), d'altro lato è tutta presa dalla sua ascesa economica. Nel quarto decennio del secolo sorgono tre società assicuratrici dì gran fama: il Lloyd (che poi tralascia questa sua attività prima per dedicarsi completamente a quella che, in ordine di tempo, fu la seconda, per essere cioè eselusivamente una società di navigazione), le Assicurazioni Generali e la Riunione Adriatica di Sicurtà1). H loro campo d'azione è l'accennato retroterra e l'accennato avanterra di Trieste. Ben presto conosciute nel resto d'Italia, all'Italia sono legate anzitutto per lingua d'uso; ed italiani sono in massima parte i loro dirigenti.
Il 1848 è un'esplosione che ha la sua origine nel bisogno di conquistare i diritti fondamentali del cittadino e, per le nazioni oppresse dallo straniero, il diritto ad eri­gersi a stato: il fattore economico c'entra solo limitatamente. Per quanto concerne Trieste, fermo restando quel tanto di substrato economico che è comune alla rivolu­zione quarantottesca europea, non bisogna dimenticare che il blocco imposto alla città dalla flotta sarda comandata dall'ammiraglio Albini agì in senso negativo anziché positivo per i fini della rivoluzione stessa, perchè provocò una crisi economica citta­dina che tuttavia, per quanto sfruttata dalla propaganda avversa, non riusci ad impe­dire che l'opinione pubblica locale si riprendesse presto, si da permettere o da favorire la nascita di giornali sempre più decisamente unitari in senso nazionale. 3)
Tuttavia questo periodo può considerarsi pur sempre un periodo d'indecisione, se non per determinati individui o determinate cerchie, certo per la maggioranza della collettività cittadina. Ma esso ha una svolta decisa, per lo meno per quanto concerne il campo spirituale nazionale, con l'epopea italiana del '59 e del '60. Da quando la nazione italiana si erige a stato, le azioni, diciamo metaforicamente così, dei conser­vatori tipo Pietro Kandler,8) difensori strenui dell'italianità giuliana ma fedeli agli Absburgo perchè fiduciosi che questi non avrebbero ostacolato illibero manifestarsi e l'evolversi in senso nazionale dei gruppi etnici facenti parte dell'impero, subiscono
i) Per la storia di queste tre società vedami: ) GIUSEPPE STEFANI e BRUNO ABTOBT, TI Lloyd Triestino, Verona, 1988; 6) GIUSEPPE STEFANI Il centenario delle Assicurazioni Generali, Trieste, 1931; e) LUCIANO GIGLIO SANZIN, Nel primo centenario detta Riunione Adriatica di Sicurtà, Trieste, 1939-
2) Il più importante di questi è II Giornale di Trieste, Su questo vedasi il mio saggio Il Giornale di Trieste nel quadro della stampa triestina del 1848-49 (in Annali di Diritto, Economia e Politica dell'Università di Trieste, anno 1943, fase I-IT).
8) Storiografo triestino (1805-1872). Ebbe una Bua attività giornalistica e fondò pure, a Trieste, nel 1846, un settimanale storico-archeologico, L'Istria.