Rassegna storica del Risorgimento
ECONOMIA ; TRIESTE
anno
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1951
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pagina
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397
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Fattore economico ed opinione pubblica di Trieste, ecc. 397
un tracollo. Subiscono un tracollo pure lo azioni degli autonomisti come, sia pur limi* latamente alla sua azione ufficiale, apparve il Rossetti, ed i fautori di uno ataterello indipendente o di uno stato-cuscinetto quale quello auspicato dal Tommaseo. E Pacifico "V alussi, i) che sin dagli inizi della sua attività giornalistica va considerato fautore del risorgimento nazionale in genere, ma benanche dì quello triestino, e che pur tuttavia, ancora in pieno 1848 aveva sostenuto la tesi che Trieste, per ragioni economiche, non poteva essere staccata dall'Austria per essere incorporata all'auspicato stato italiano, Pacifico Valussi, proprio lui, si ricrede, scrive quello che è considerato il manifesto dell'irredentismo giuliano, vale a dire quell'opuscolo che s'intitola Trieste e l'Istria nella questione italiana, e che esce anonimo, nel 1861, coi tipi del Brigola di Milano. 2)
La terza guerra d'indipendenza poi, con l'annessione del Veneto al regno d'Italia, rende più che mai precaria la situazione degli italiani ancora irredenti, mentre ai tentativi di snazionalizzazione tedesca si sostituiscono quelli, ben più temibili, di una snazionalizzazione slava. Sorgono infine i due più importanti quotidiani dell'irredentismo triestino, che vivranno ininterrottamente fino all'inizio della guerra di redenzione: L'Indipendente nel 1877 ed il Piccolo nel 188L
Poniamo ora la nostra attenzióne su di un altro fattore che in origine è economico, ma che per via indiretta si trasforma o, per lo meno, riesce ad influenzare il fattore politiconazionale inteso quale fattore perfettamente sentimentale.
Quando Trieste diede il suo appoggio alla Societé d*études pò UT le Canal de Sues delTEnfantin, seguiva si i suoi interessi, ma in quanto eredità avuta dalla Serenissima, la quale aveva anche pensato alla riapertura di una-via di comunicazione acquea attraverso l'istmo sul principio del 1500. Così pure quando diede il suo appoggio alla Compagnie universelle du Canal de Suez del Lesseps, appoggio che non fu senza risonanza nel giornalismo triestino, il quale, anzi, affiancò lo sforzo di Pasquale Revoltella 3 ) per interessare all'importante impresa l'opinione pubblica prima, il governo di Vienna poi.4) Quando ed in quanto Trieste s'interessò del mondo coloniale, fu sulla scia di Venezia, perchè non pochi suoi figli avevano preso il posto dei veneziani dei secoli passati nei viaggi marittimi e nelle permanenze, per ragioni di affari, in regioni africane od asiatiche. Sicché quando si preparò e quando si effettuò l'impresa di Tunisi, di quella Tunisi su cui gli italiani avevano le ben note aspirazioni per i ben noti motivi, eccezionale fu l'interesse che la cosa destò nei giornali triestini, e viva l'indignazion e per veder tradite le aspirazioni d'Italia. Tutte le imprese coloniali italiane furono seguite con viva attenzione dai giornali e dall'opinione pubblica triestina fino a quell'impresa libica che precedette di poco la guerra di redenzione e durante la quale la Canzone di Tripoli divenne in effetti una canzone irredentista. Era qui, insomma, almeno in parte, quello stesso fattore economico che aveva congiunto Trieste al mondo
*) Nato a Talmasson (Udine) nel 1813, morto ad Udine nel 1893. Venne a Trieste nel 1838, e qui esplicò attività giornalistica. Dal 1843 al 1848 diresse L'Osservatore Triestino, quindi riparò a Venezia.
2) Tradotto in francese dal triestino Costantino Rcssman (1832-99) che, avviatosi nella carriera diplomatica, trascorso lunghi anni a Parigi,
3) Finanziere triestino (1795-1869). Fu uno dei vicepresidenti della nominata Compagnie universelle,
*) Ved. in proposito il mio volume Trieste ed il colonialismo italiano, Trieste, 1943, cap. II, L'apporto di Trieste alla realizzazione del canale di Suez .