Rassegna storica del Risorgimento

SLATAPER SCIPIO
anno <1951>   pagina <400>
immagine non disponibile

SCIPIO SLATAPER E L'INTERVENTO
Dell'intervento da lui auspicato ancor prima die il conflitto mondiale scop­piasse, Scipio Slataper si fece apostolo tra l'autunno del 1914 e la primavera del 1915 con ima serie di articoli sul Resto del Carlino, con infiammati discorsi in comizi toscani e con tutta la sua vibrante azione di triestino irredento.
Come mai questo giovane eroico* fiore dei nostri Caduti, aveva potuto, nella sua Trieste, divenir oggetto d'una specie di ostracismo, tacciato di antirredentista, pacifista, antipatriota se non addirittura traditore?
Conviene tener presente la tendenza dominante nel periodo dell'irredentismo a Trieste, insidiata più di Trento nella sua nazionalità dal governo austriaco, dalla marca slava urtante alla periferia, dagli elementi cosmopoliti di cui brulicava l'em­porio commerciale. La lotta incessante e sempre più. ardua, la difesa a oltranza esasperavano nei triestini il patriottismo, rendendolo intransigente e suscettibile all'estremo. Così dell'Italia s'era fatto un idolo rivestito di ogni perfezione, a cui tutto fosse possibile e lecito. Anatema a chi osasse contraddire.
Senza saperlo, costoro appartenevano a quella corrente di antlrisorgùnento, che sempre si affiancò al Risorgimento vero, e si fece più pericolosa quando, larvata di nazionalismo gravido d'imperialismo e fascismo, si proclamò unica depositaria dell'amor patrio, atteggiandosi a super o ultra Risorgimento.1)
Contro questo sentimentalismo cieco venne a cozzare con la sua esuberanza giovanile lo Slataper quando, studente universitario a Firenze, cominciò a descrivere nella Voce la situazione politica e culturale della sua città, e a far la storia del* l'irredentismo giuliano dall'unità d'Italia ai suoi giorni.
Ch'egli si ricolleghi al Risorgimento vero e migliore troviamo la riprova in varie lettere agli amici nell'Epistolario testé uscito.2) Dobbiamo esser grati a Giani Stuparich che l'ha curato, annotato con amore e fatica, proiettando così nuova luce su la complessa personalità dello Slataper, del quale già nel 1922 ci aveva dato un'esemplare biografia ristampata nel 1950, oltre ad averne pubblicato nel 1920 gli scritti letterari e critici, nel 1925 quelli politici e nel 1931, in tre volumi, le lettere alle amiche triestine.
Non politico militante, ma scrittore e poeta lo Slataper, il cui nome è legato al Mio Carso, poema in prosa intriso del sentore aspro e aromatico di questa terra in ogni senso tormentata.
Eppure questo letterato rivela vedute lucide, intuito, antiveggenza quasi pro­fetica, accostandosi alla politica con la mente pacata dello storico: negli ultimi anni infatti della sua breve vita - morì ventisettenne, la storia contendeva nel suo animo il primato alla poesia. Né s'era formato invano nell'ambiente della Voce, in intimo contatto con l'avanguardia della gioventù intellettuale d'Italia, allargando vieppiù il suo orizzonte spirituale con viaggi e lunghi soggiorni all'estero.
Trieste e le terre italiane soggette all'Austria rimangono tuttavia al centro del suo interesse, primo suo pensiero appena la situazione/ fa anche lontanamente
i) LUIGI SALVATORELLI, Primo e secondo Risorgimento, in Nuova Antologia, agosto 1950.
2) SCIPIO SLATAPER, 'Epistolario, a cura di Giani Stuparich, Milano, Mondadori, 1950, 1 quaderno dello Specchio .