Rassegna storica del Risorgimento
IAHN FRIEDRICH LUDWIG ; DRAGHICCHIO GREGORIO ; EDUCAZIONE FISIC
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1951
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Attilio Gentile.
in uno strettissimo legame; prospera quindi soltanto in mezzo a nazioni indipendenti, ed è perciò adatta soltanto a nomini liberi. Epperò la schiavitù del corpo costituisce per l'anima una vera prigione.
In Italia non conosco alcuna iniziativa simile tra i volontari delle guerre d'in-dipcndenza, se non forse la istruzione nel tiro a segno, patrocinata e favorita da Giuseppe Garibaldi. Se ne saranno fatte prima delle manovre più militari che ginnastiche negli eserciti che tenevano in freno la nostra penisola, ma ai intende facilmente che solo dopo le guerre d'indipendenza e la costituzione dono stato unitario poterono sorgerò scuole e società ginnastiche.
La ginnastica fa considerata sino allora come un insegnamento preparatorio a professioni che richiedessero agilità di membra; e talvolta sconfinava addirittura nel funambolismo. In Trieste per un esempio, il primo direttore ed istruttore della palestra civica, che era poi una tettoia, aperta alla pioggia ed ai venti, col suolo cosparso di segatura di legno, fu il capo dei pompieri. La ginnastica si usava anche nei giardini d'infanzia per la cara dei bambini rachitici, ma del resto non aveva luogo nelle scuole, ne si praticava in società di svago, per non dire sportive, che allora non esistevano. Vi si dedicavano gli acrobati per prodursi in giuochi di forza nelle fiere fuori porta e talvolta anche nei teatri popolari, tra un atto e l'altro della commedia.
La ginnastica sul tipo di quella che intanto s'era venuta sviluppando nella Germania (la quale continuò ad esser presa a modello per quasi tutto il secolo dall'intiera Europa), si cominciò ad insegnare sistematicamente in Torino nel terzo decennio dell'Ottocento, quando il Governo piemontese vi chiamò il zurighese Rodolfo Obcrmann (1812-1869) per istruirvi il corpo di artiglieria, e poi anche gli ufficiali dell'Esercito.
La novità interessò e piacque, e l'Obermann rimasto sino alla morte il ditta tore della ginnastica in Italia, fu cercato per il suo insegnamento anche in singole famìglie. Crebbero con ciò in quella città gli appassionati della ginnastica, che il 18 agosto dell'anno 1844 costituirono la Società di ginnastica di Torino, la prima in Italia; sette anni dopo essa si costruì una propria vasta palestra che esiste tuttora e servi di modello alle due di Trieste.
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Dalla nativa istriana Parenzo, che insieme con il dialetto di Venezia conservava l'antico sentimento d'indipendenza della Repubblica strangolata da Napoleone a Campoformido e, raccolta nella sua florida economia agricola e marittima, teneva acceso il culto delle memorie e le speranze dell'avvenire (con quale strazio oggi la vedo in mano dei distruttori della civiltà!), Gregorio Draghtcchio, di modesta famiglia di pescatori (un suo parente, Giacomo, combattè nella Venezia insorta del 1848), venne a dodici anni a Trieste nel 1863 per frequentarvi il Ginnasio (Liceo) comunale proprio allora costituito dal Consiglio triestino ed affidato alla direzione di Onorato Occioni; passò poi all'istituto magistrale e ne uscì col diploma di maestro nel 1871.
L'ambiente cittadino offriva materia ed occasioni alla passione che gli si manifestò molto presto, por la ginnastica. Nel novembre del 1863 un gruppo di animosi cittadini fondò la Società Triestina di Ginnastica, la prima in terra italiana dopo quella di Torino, e con essa promosse non solo i corsi di esercitazioni