Rassegna storica del Risorgimento

IAHN FRIEDRICH LUDWIG ; DRAGHICCHIO GREGORIO ; EDUCAZIONE FISIC
anno <1951>   pagina <405>
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La ginnastica nel movimento nazionale 405
fisiche, ma anche convegni di divertimento, cbe si svolgevano spesso in marcie e in gite sotto la sospettosa avversione della polizia che la sciolse l'anno seguente. Ma essa risorse ben presto per opera del gruppo di patriotti, al quale si devono cinquantanni di vita ginnastica, condotta con unità di voleri attraverso a sei sodalizi, a volta a volta soppressi dalla polizia austriaca e risorti con italiana te­nacia, e sono virtualmente la medesima ed unica Società ginnastica cbe esiste anche oggi ed ha dietro a se quasi novantanni di attività. Nell'anno 1871 essa si fabbricò la propria palestra, che fu molte volte il bersaglio del violento livore austriaco, incendiata il 23 maggio 1915, ma sempre restituita dal fattivo attacca­mento dei soci, anche oggi fremente di vita, con le lapidi che ne ricordano i fasti e gii uomini, col medaglione di Gregorio Draghicchio, del quale ancora sembrano parlare ai giovani i precisi comandi, le ammonitrici parole, gli inviti a servire la patria. Difatti in questa palestra appena inaugurata egli entrò per iniziare la sua opera di educazione civile e nazionale e la condusse per più di vent'anni, inqua­drando le schiere dei giovani, ordinando quelle degli adulti; e quando egli cessò, accerta il fedele socio fattosi lo storico della vita ginnastica triestina, *) fu un fatto che lasciò tracce profonde nell'andamento delle sezioni ginnastiche > benché vi durasse la solida tradizione delle sue lezioni. Ma bisogna sapere che cosa fossero le sue lezioni. Erano un continuo esercizio dello spirito non meno che del corpo, perchè, animandole di incisive osservazioni, espresse con la parola che possedeva facile, corretta e sicura, stimolava nei giovani insieme con l'amor proprio, l'emu­lazione, la dignità personale e quella nazionale. Egli, non grande della persona ma snello, tutto muscoli pronti e guizzanti al comando della volontà, a scatti risolutivi e precisi, accompagnati dalla voce energica, nitida, fortemente sillabata, quasi tagliente, e dallo sguardo attento, infallibile dominava con un colpo d'occhio l'azione del complesso e del singolo. Fu un vero dittatore dei giovani, dei quali guidava gli animi come i movimenti delle membra, e dalla tensione dei muscoli sapeva sfrenare gli impeti dell'entusiasmo. Intorno a sé creava un'atmosfera alacre e vibrante, ed accendeva nei cuori quelle vampe di fede e di azione che con­trassegnarono la vita nazionale e politica di Trieste. La forza spirituale e civile del suo insegnamento ginnastico fu intuita da Guglielmo Oberdan che lo ebbe a maestro e volle coadiuvarlo, insieme con Riccardo Zampìeri e Delfino Menotti nelle lezioni ai giovanetti della Pia casa dei poveri.
Per parecchi anni fu l'istruttore ginnastico della scuola della Comunità greca in Trieste, numerosa e cospicua; specialmente se ne ricorda un saggio finale che fu un trionfo di commozione e di entusiasmo per i maggiorenti e le famiglie, fiere della loro patria, di Cui celebrano ogni anno con una cerimonia religiosa ed una festa civile il giorno della libertà; il Draghicchio fece allora scrivere con le evo­luzioni delle giovanili squadre il grido Zito Hellas l ; se l'avesse potuto, avrebbe disegnato con grande animo nella palestra un Viva Tltalia !
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A formare nel Draghicchio l'insuperato maestro della palestra concorse, oltre alla passione nazionale ed alla perizia tecnica, anche la cultura teorica che si acquistò con lo studio assiduo sin da quando si preparò a sostenere l'esame presso
t) Vedi MAHIO PAESBL, Cinquantanni di vita ginnastica a Trieste, Trieste, 1913.
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