Rassegna storica del Risorgimento

IAHN FRIEDRICH LUDWIG ; DRAGHICCHIO GREGORIO ; EDUCAZIONE FISIC
anno <1951>   pagina <406>
immagine non disponibile

406
Attilio Gentile
l'Università di Graz, dalla quale consegui nel 1875, eoo pieni voti e lode il diploma di insegnamento di ginnastica. In Italia la ginnastica era giunta allora ad un mo­mento di sviluppo e di crisi. L'Obcrmann ed i suoi seguaci basavano rigidamente il loro inscgnamentao sugli esercizi agli attrezzi, ad alcuni dei quali legò il suo nome il Baumann, dal cognome tedesco, ma italiano di nascita, che operava in Bologna. Solo dagli attrezzi essi si ripromettevano quello sviluppo prestabilito del corpo e quell'acquisto di un'agilità delle membra che sembravano rappresen­tare lo scopo precipuo della ginnastica, dimenticando che gli attrezzi richiedono speciali condizioni delle membra (ad esempio le gambe lunghe per un attrezzista sono in tutta perdita) proprie solo di alcuni, e conferiscono un'agilità meramente particolare che talvolta va a finire nell'acrobatismo. Perciò i giovani rifuggivano da quel metodo troppo rigido e piuttosto artificioso, e si sentivano portati ai vari diporti, della corsa, del canottaggio, del velocipede, della lotta, che si stavano diffondendo con preponderante favore. Insomma la ginnastica veniva trasforman­dosi in educazione fisica, come è intesa oggi e come la concepì il Uraghicchio, cioè il sistematico e razionale sviluppo del corpo in preparazione degli esercizi sportivi e quella e questi in servizio di una vita sana e igienica e di un quadrato vigore del corpo e dello spirito. Voleva riportare alla natura, dalla quale con arbitrari artifici era stata allontanala; per darne un esempio abolì nel salto la pedana perchè l'agilità di esso si debba acquistare in condizioni naturali. Quale fosse la sua iniziativa e la pratica applicazione del suo insegnamento ginnastico, mostrò in varie occasioni; ne ricorderò una. Il 29 luglio del 1882 le società marinaresche vollero festeggiare con una gita nella vicina Muggia il rielètto podestà di Trieste, doli. Riccardo Bazzoni. Proprio al momento dei discorsi e dei brindisi, si udì l'allarme dell'incendio di una casa. Àrdeva il tetto, e il fuoco minacciava gli edifici attigni. Tutti accorsero sul posto ed esterrefatti stavano a guardare ma inerti. 11 Draghi echio, senza por tempo in mezzo, prese la iniziativa dello spegnimento; ordinò agli uni di mettere in salvo la roba, agli altri di fare la catena per passare secchi e mastelli d'acqua, altri ancora di versarla sulle fiamme. Così l'incendio fu circoscritto e domato, e si fece anche una colletta a favore dei sinistrali. Tre mesi dopo si trovava rinchiuso nella prigione, dove un altro incendio diffuse il panico tra gli arrestati, ed uno più spaventato degli altri domandava gridando che a spegnerlo si chiamasse il Draghicchio come aveva fatto a Muggia.
* * *
La sua competenza varcò ben presto i limiti di Trieste e fu usufruita dalla Federazione italiana in vantaggio della propria attività. Già nel 1873 il Draghic­chio fu giurato al Concorso nazionale di Firenze; poi nominato membro a vita della Giunta; funse sette volte da relatore ned Concorsi e quattro tenne il supremo ufficio di direttore generale dei Concorsi nazionali di Lodi (1893), Roma (1895), Genova (1898), Monza (1900). Benché un iniquo confine la separasse dallo sialo nazionale, Trieste tenne una parte cospicua nello sviluppo e nell'ordinamento della ginnastica, che nel giugno del 1878, essendo ministro dell'Istruzione Francesco De Sancii (l'uomo politico fu in lui altrettanto valoroso del critico letterario), fu dichiarata materia obbligatoria in tutte le scuole pubbliche. In Trieste insieme col Draghicchio operò Costantino Rcyer, qui nato il 1 febbraio 1838 da ricca famiglia tedesca di commercianti ma alieno dagli affari e tutto dedito alla propa-