Rassegna storica del Risorgimento
IAHN FRIEDRICH LUDWIG ; DRAGHICCHIO GREGORIO ; EDUCAZIONE FISIC
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1951
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Attilio Gentile
Per il capodanno del 1876 pubblicò una fantasia della Rivoluzione e congresso delle ossa e dei muscoli contro la ginnastica che li affatica e maltratta, ma poi si piegano a più saggio consiglio come avevano fatto le membra dell'apologo di Menenio Agrippa.
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Ogni sua dote d'intelligenza, di fantasia, di espressione egli metteva a profìtto della propaganda ginnastica e nazionale che per lui erano il doppio aspetto di un unico amore, o meglio la prima in servizio della seconda. Perciò farò un breve cenno anche della sua attività irredentistica, che del resto qui è nella sua sede. E comincerò da un episodio della sua vita, nel quale esse si confondono, seppur sieno mai state per lui due cose diverse.
Sin dal 1875 il Draghicehio pubblicava Mente sana in carpo sano, definito quale indicatore per gli atti dell'Associazione triestina di ginnastica, ma in realtà un vero periodico di attualità e questioni ginniche che cessò insieme con l'Associazione stessa, sciolta dall'Austria per aver sospeso una festa sociale il 2 giugno 1882, al-l'annunzio della morte di Giuseppe Garibaldi; era uno di quei periodici sciogli* menti con i quali la polizia cercava di disperderne i soci, quando dopo un assiduo e paziente lavoro stavano per toccare il secondo migliaio, vuotarne le casse sociali e caricare di debiti gli immobili durante l'amministrazione interinale priva delle entrate, sicché il nuovo sodalizio che immancabilmente ne raccoglierebbe l'eredità, avesse per la sua attività almeno un inizio difficile e stentato. In tale congiuntura il Draghicehio, cosi pieno di vivacità inventiva e cosi prodigo delle proprie forze, iniziò la pubblicazione di un nuovo periodico 11 ginnasta, per dare occasione ai soci di continuare a versare il canone sociale sotto la forma della quota di asso-eiezione; la polizia la giudicò troppo alta per la modesta mole del fascicolo, lo accusò colpevole di tentar di eludere lo scioglimento e le sue conseguenze, lo arrestò il 15 settembre (erano proprio i primi giorni dell'arresto di Guglielmo Oberdan in Ronchi) e lo consegnò al tribunale quasi colpevole di alto tradimento, perchè l'irredentismo da lui favorito aveva la meta di staccare le province italiane dal- nesso dell'impero. Sapeva di quanto egli fosse attivo nel movimento irredenti' ètico, lo aveva fatto pedinare per parecchi mesi, forse anche conosceva qualcuno dei suoi tiri birboni, con i quali si offrivano frequenti dimostrazioni della insofferenza nazionale dei Triestini, ma non l'aveva mai potuto cogliere sul fatto. In prigione, dove si trovavano altri numerosi pairiotti (erano 53) egli, sempre uguale A se stesso, fece fare ginnastica ai compagni inquisiti, ai secondini, e persino al loro capo, che però escluse dagli esercizi quello dell'arrampicata; approfittò dell'Ozio forzato per scrivere .nuovi manuali di ginnastica, ed ebbe dal suo stesso magistero conforto nella clausura, perchè la domenica i canottieri della Ginnastica uscivano con la barca al largo, donde sapevano di poter essere visti dalla ' sua finestra, ed alzavano i remi per mandargli un tacito e sportivo saluto. Il tribunale nel processo del 29 dicembre lo condannò a sei mesi di carcere, la perdita del diploma di abilitazione e l'esclusione dai pubblici impieghi. Perdette con ciò il posto di maestro presso il Comune e dovette continuare la sua vita tra le difficoltà ed i disagi* L'autorità politica tentò di escluderlo anche dall'impiego privato della Ginnastica, cui fu vietato di assumerlo come maestro, ma non fu potuto impedire che vi divenisse capopalestra! Uscito dal carcere dopo espiata la pena, volle mostrare al Procuratore di stato che s'era accanito a farlo condannare, come