Rassegna storica del Risorgimento
IAHN FRIEDRICH LUDWIG ; DRAGHICCHIO GREGORIO ; EDUCAZIONE FISIC
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1951
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La ginnastica nel movimento nazionale 409
l'irredentismo non (osse perciò cessato, e collocò un petardo sul pianerottolo della abitazione di lui; ne scese non visto, prese il tram che gli passò dinanzi e lo portò in altra parte, mentre l'ordigno scoppiava con maggiore fracasso che danno, cagio-nando una salutare tremarella al suo destinatario.
Molto potrei ancora narrare della sua attività politica e giornalistica, ina ne seguirò soltanto per sommi capi le vicende della vita. Nel 1898 la società ginnastica Pro Patria, di Milano inaugurò la nuova palestra e l'amico suo Suvini che vi ebbe gran parte e si preoccupava di darle lustro e floridezza, gli offerse di assumere l'ufficio di direttore tecnico. L'invito lusinghiero che gli dava modo di inserirsi nel vivo del movimento ginnastico, lo persuase a staccarsi dalla sua terra, però sempre portandone nel cuore la pena della sua servitù straniera e la passione di contribuire alla sua liberazione. Quando entrò nella palestra di Milano, essa veniva decorata con gli stemmi delle città italiane, ed egli ne approfittò per farvi dipingere bene in vista quelli di Trieste e dell'Istria. A Genova fu direttore generale del Concorso nazionale poco dopo che Giuseppe Caprin ebbe data notizia del Leone veneto predato a Trieste nel 1380 e murato nel palazzo Giustiniani; desiderò di vederlo, e gli amici gli fecero trovare sul posto una piccola folla di ginnasti, ai quali improvvisò mi discorso di fraternità nazionale, augurandosi vicino il giorno che in segno di pace Genova lo restituirà a Trieste liberata, voto che fu ripreso dal d'Annunzio nel maggio 1915. Fu direttore generale del Concorso nazionale di Monza del luglio 1900 e si vide uccidere dinnanzi agli occhi il Re, che a Ini diresse le sue ultime parole lodandolo del successo del Concorso; nello strazio dell'atroce fatto egli pensò subito a Trieste ed a Parenzo che guardavano al Re come alla propria speranza, e per suscitarne una pronta reazione di pietà mandò subito la ferale notizia con due telegrammi, che la censura intercettò sino a che non fu diffuso il comunicato ufficiale.
Parve per un momento che alla sua vita si offrisse un affettuoso ed operoso ostello; gli amici di Parenzo vollero averlo tra loro e gli procurarono l'ufficio di segretario comunale; il posto era piuttosto modesto, ma egli tornava così nella città nativa, alla quale poteva rendere il fervore di passione italiana ch'essa gli aveva donato ed educato. Vi arrivò nel dicembre del 1900, e subito riprese la sua attività dell'educazione ginnastica e civile. Già il 24 gennaio dell'anno seguente dopo un suo discorso fu costituita la Società ginnastica parentina Forza e valore, che divenne presto il centro e il convegno dei giovani e degli adulti; e già il 15 settembre dello stesso anno aperse una propria palestra ed inaugurò la bandiera sociale. Parve un felice e riuscito esempio di quel che occorreva alla stessa
difesa nazionale delle città istriane, da ciascuna dèlie quali fu desiderato un isti-
. ... tato simile.
Egli di questo successo e di questo favore potè godere per poco. Morì improvvisamente, alla fine di una giornata operosa, a cinquantanni, la sera del 18 marzo 1902; il cuore, che aveva resistito ad avversità, a lotte, a delusioni, a dolori, mancò quando l'amore dei concittadini sembrava promettergli alfine tranquilla e feconda l'operosità patriottica che contrassegnò tutta la Sua vita. Per i suoi funerali fu sospesa ogni attività in Parenzo, tutte le case si coprirono di gramaglie, e vi partecipò dolente tutta la cittadinanza. Il suo nome appartiene alla storia nazionale, e rivendica l'onore dell'Istria, che non deve essere abbandonata alla furia
distruttrice della barbarie.
Arm.ro GENTILE