Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STATO PONTIFICIO
anno <1951>   pagina <410>
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IL PRIMO RAPPRESENTANTE DEGLI STATI UNITI A ROMA
Movimento nel corpo diplomatico accreditato a Roma, nell'estate del 1848: la Spagna metteva termine a quella specie di guerra fredda durata fino allora colla Santa Sede e mandava a rappresentarla un personaggio di gran nome pel suo passato politico e letterario. Don Francisco Martine/ de la Rosa;1) il Belgio non era da meno e annunciava l'arrivo prossimo in realtà non se ne fece nulla sino a novembre di un altro amba­sciatore, in luogo del solito ministro. E lo sceglierà addirittura nella persona del principe Eugenio de Lignc, non senza malumore dei suoi collegni già in sita, ai quali poco piaceva tutto questo salir di grado delle altrui rappresentanze diplomatiche. 2)
Era l'importanza degli interessi religiosi aventi il loro contro a Roma, che spie­gava in gran parte l'avvenimento, ma, più ancora, la risonanza degli atti compinti all'inizio del suo pontificato da chi ormai da due anni occupava il trono dei successori di Pietro.
L'attenzione dell'Europa era volta a Roma, anche se i recentissimi eventi italiani e internazionali facevano prevedere un attenuarsi dei motivi di quell'attenzione e un indebolimento dello stesso mito di Fio IX. L'amnistia, la Consulta, la benedizione alla Italia erano già passalo e un passato che l'allocuzione del 29 aprile pareva rendere anche più lontano.
Ma se il corso degli avvenimenti era mutato da quando i vari governi avevano deciso di rinnovare, ingrandire, o, addirittura, creare ex novo le proprie rappresentanze diplomatiche presso la Santa Sede, quei cambiamenti erano in atto o si compivano egual­mente. Il Viva Fio IX era meno frequente e meno caldo, ma risuonava ancora per le vie della Città Eterna, dove, accanto ai rappresentati dei vecchi Stati europei, si contavano ora quelli delle recenti repubbliche sudamericane e, fatto nuovo e signifi­cante, della stessa grande repubblica protestante degli Stati Uniti.
Finora quest'ultima non aveva avuto a Roma, dal 1797, se non un semplice rap­presentante consolare, e molta eloquenza democratica e antipapale si era dovuta atte­nuare prima che J. L. Martin potesse, il 19 agosto 1848, presentare le proprie creden­ziali al Cardinale Soglia e rivolgergli un discorso nobile, si, ma accusato di troppa enfasi dai suoi più smaliziati o più scettici colleghi europei. Lorsque Monsieur Martin aura
1) Nell'Archivio dell'ambasciata di Spagna presso la Santa Sedo si trovano interessanti documenti sulla ripresa delle relazioni tra Roma e Madrid. Il 14 maggio 1848, per es., nel trasmettere le istruzioni del suo Governo al riguardo, il cav. Gonzalez de Arnao, incaricato d'affari, scongiurava il Segretario di Stato di supplicare il Papa a metter termine alla interruzione dei rapporti con la Spagna. Particolare curioso: l'8 agosto l'Arnao chiedeva per l'imminente arrivo del Martinez de la Rosa tutte le facilitazioni necessarie; nella lettera d'invio il cardinal Soglia, all'indomani, parlava per equivoco di lasciapassare per il Sig. Ambasciatore di Francia ch'è per recarsi a Roma proveniente da Civitavecchia.
a) Ved. sul primo, Luis DB SOSA Don Francisco Martine* de la Rosa politica y poeta, Madrid, 1930; sul secondo, PRINCE DE LIGNE, Le Pape Pie IX à Gaite. Souvenirs inèdite publiés avec un avunt-propos par F. LEUBIDANT, in Le Correspondant, 25 aprile 1959, pp, 178-195. Il Martinez de la Rosa a ammesso all'udienza papale il 31 agosto; il de Ligne raggiunse il Papa soltanto a Gaeta, Sul de Ligne documenti nell'archivio del ministero degli affari esteri e del commercio estero a Brux­elles (Sèrie generale Sainl-Siège, voli. IV e V; Dossier persoti nel du Prince de Ligne).