Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STATO PONTIFICIO
anno <1951>   pagina <411>
immagine non disponibile

Il prima rappresentante degli Stati Uniti a Roma 411
vu ici lc9 choscs de plus près, il ponrra lui mèmc se convaincrc qu'il a chargé son tableau de coulcurs qui soni loin de la vérité . *)
Non erano soltanto ragioni spirituali, è ovvio, quelle ohe avevano suggerito la missione del Martin, ma ritenere che questa dovesse avere solo uno scopo commerciale, come sosteneva il de Liedekcrke, era veramente un'esagerazione, anche se provocata dalla legittima diffidenza che gli interessi del proprio paese potessero venire danneggiati da una sta pure lontana attenuazione dell'eccessivo fiscalismo delle tariffe doganali pontificie a favore degli Stati Uniti.
Da ben diverse considerazioni era guidato il governo statunitense nel decidersi ad affiancare, dopo mezzo secolo, la rappresentanza consolare con una diplomatica. Il mito di Pio IX era apparso come una grande forza politica e spirituale anche aldilà dell'Atlantico, ed il governo che aveva applaudito alla soppressione violenta del potere temporale nel 1798 s'inchinava ora davanti a quello che qualche Italiano aveva salutato come un miracolo di Papa e molti stranieri quasi il simbolo di una nuova età. Interprete dei sentimenti del suo paese in quel momento, anche il Martin acclamava nel suo speeeh del 19 agosto l'illustre Pontefice il di cui regno ha apportato tanto splendore alla Santa Sede, come anche alla bella ed antica nazione, che tante volte ha fatto echeg­giare il mondo della sua gloria o lo ha rallegrato del suo splendore . Parole di necessaria convenienza, ma il cui significato era precisato da quanto il diplomatico statunitense aggiungeva: m'incombe quindi di dire al tempo stesso a Vostra Eminenza che il Presidente e il popolo americano hanno riguardato con viva soddisfazione i nobili tentativi di Sua Santità per migliorare la sorte del popolo che il Cielo le ha dato in cu­stodia, tentativi egualmente coraggiosi ed illuminati, i quali danno a sperare che sì illustre Pontefice diverrà l'istrumento della Provvidenza per istabilire la vera libertà, la sola che può praticarsi, fondata cioè sulla religione, sull'ordine, sull'istruzione morale ed intellettuale del popolo. Quegli che ha richiamato l'esule nel seno della sua desolata famiglia, quegli che ha mandato ad effetto tante nobili ed utili riforme, possa cominciare a godere sulla terra la ricompensa riservata dal Cielo alle buone opere, che meritando la riconoscenza del suo popolo, gli hanno attirato l'ammirazione di tutto il mondo ! .2)
]) A. DE LIEDEKEUKE DE BEATJEORT, Rapporti delle cose di Roma {1848-1849), a Cura di A. M. Ghisalberti, Roma, 1949, p. 98, 26 agosto 1848. Il primo console statunitense a Roma era stato il romano G, B. Sartori, dal 26 giugno 1797 al 3 marzo 1823, ma, in realtà, dal 1800 stabilitosi in America. Suo successore dal 1823 al 1837 fu un futuro ministro di Pio IX nel 1848, l'avv. Felice Cicognani. Vedere le interessanti notizie e la ricca documentazione nell'opera notevolissima del compianto LEO FRANCIS STOCK, Consular relation* bettoeen the United States and the Papàl States. Instruciions and despatches, Washington, 1945 pp. 1-56. AI tempo della repubblica creata dai Francesi nel 1798, gli Americani, pur essendo lieti della caduta del potere temporale, non si nascondevano che il nuovo Stato era tutt*altro ohe Ubero. Not one republic existing in Europe is free , scriveva il 28 marzo 1799 il segretario di Stato Pickcring al Sartori; non solo, ma, qualche mese dopo, arrivava ad augurare: if the Romana, if the Italiana, eneouraged, animated by the presence and assistance of the Austrians tura against their cruci oppressore, this year will not dose wiihout your seeing the Gauls expclled and driven beyond the Alps (11 giugno), in STOCK, op. cit.T pp. 1, 4. Ved. anche P. Suoni, Gregory XVI and the United States of America in Gregorio XVI. Miscellanea commemorativa, Roma, 1948, pp. 419-439.
2) Gazzetta di Roma, n. 165, 22 agosto 1848.