Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STATO PONTIFICIO
anno <1951>   pagina <412>
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Alberto M. Ghisalberti
Una ventata di entusiasmo, infatti, aveva travolto gli Stati Uniti alle prime notizie delle riforme papali. Giornali, opuscoli, memorie del tempo ci danno continua, eloquente testimonianza, rievocata efficacemente anni fa dal Marraro, dell'entusiastica sor­presa di quei giorni e dell'ardore di quelle dimostrazioni. 1) L'esaltazione delle enligh-tened policy and liberal measures di Pio IX era l'argomento di molti mcclings e di molti indirizzi popolari a New York ed altrove, nei quali era associata ai voti per il trionfo degli sforzi del popolo italiano for national independence and politicai freedom . Come nella grande riunione newyorkese del 29 novembre 1847, in cui, nell'accia ma re sei mozioni di omaggio all'Italia e a Pio IX, ci fu chi affermò che, se a San Pietro erano state date le chiavi del Regno dei Cieli, il suo successore teneva nelle proprie mani quelle della libertà in Europa... E l'indirizzo dell'assemblea, che esaltava nel Papa a Heaven appointed instrument per la rigenerazione italiana ed affermava la volontà dei presenti di pregare ardentemente perchè i suoi giorni potessero durare until you shall witness the consumation of the wise and beneficient policy which ia destined to render your name immortai , era adottato con interminabili, entusiastici applausi.-)
A Filadelfia, nel gennaio 1848, si pretendeva addirittura in un altro meeting, tenuto nel Museo Chiese, che si trasmettessero per via diplomatica a Pio IX le espressioni di entusiasmo ed i voti. Ma il segretario di Stato, James Buchanan, pur associandosi alla ammirazione, si affrettò a far presente che la cosa poteva mettere in qualche imbarazzo il dipartimento di Stato. Lo stesso parlamento dello Stato di Luisiana, due mesi dopo, votava una deliberazione di plauso al Papa, che aveva riformato ancient abuses e promosso the happiness of bis people . Da un capo all'altro degli Stati Uniti uno stesso entusiasmo, quindi, incoraggiato dalle notizie che venivano da Roma e dall'Italia e rafforzato da quello che da Roma riferivano cittadini americani. In dicembre 1847 Margaret Fuller scriveva a Emerson che the Pope is a real good heart, a generous man e l'amore per lui era genuine . Non era difficile leggere nei giorn ali e nelle riviste titoli di questo genere: Pius IX and the politicai regeneration of Italy, o sentirvi accla­mare the grcat Papa who loves the people , the most glorious pontili Rome ever liad .
Non mancavano, naturalmente, menti più fredde e ragionatrici, che, reagendo a tanto entusiasmo, chiedevano si aspettassero realizzazioni più. concrete e invitavano a diffidare della presunta alleanza tra il papato e le idee nazionali o liberali. AI linguaggio di esaltazione messianica degli altri opponeva il Christian Examiner del marzo 1848 che trae xeform in Roman States can triumph only when it is no longer in the power of a Pope to say that it shall or shall not triumph. Ma la tendenza generale era di fiducia nel Papa e nell'opera sua a favore del proprio Stato e della causa italiana. E l'eco delle dimostrazioni americane ne suscitava in Italia altre a favore degli Stati Uniti, mentre voci invocanti l'istituzione di regolari relazioni diplomatiche tra Roma e Washington si alzavano da varie parti, anche in ambienti ufficiali. Così il console
1) Ved. per queste manifestazioni il documentato volume di HOWARD R. MABKARO, American opinion on the unifieation of Italy, 1846-1861, New York, 1932, pp. 5-16. Gli Americani residenti in Roma parteciparono con una loro bandiera alle dimostrazioni per la Consulta di Stato, STOCK, op. ci*., p. XXIX, 118-120.
2J Oltre che in MABRARO, op. cit. pp. 5-10, un accenno alla riunione del 29 no­vembre, alla quale presenziò anche Felice Foresti, in H. NELSON GAY, Scritti sul Risor­gimento, Roma, 1937, pp. 182-183. Ved. inoltre lo scambio di lettere tra J. H. Titus e J. W. White e il Buchanan, in STOCK, op.cit., pp. 120-122.