Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STATO PONTIFICIO
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1951
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413
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Il primo rappresentante degli Stati Uniti a Roma 413
americano a Roma, Nicholas Brown, informava il segretario di Stato Buchanan fin dal * giugno 1847 che diverse persone* compreso lo stesso cardinal Gizzi, gli avevano manifestato il desiderio che si stabilissero-tra Santa Sede e Stati Uniti rapporti non dissimili da quelli che la prima aveva con altri paesi dove i cattolici non costituivano la maggioranza della popolazione; non solo, ma persino il Pontefice si era espresso con lui nello stesso senso. *) Fu proprio in seguito a tali accenni che il presidente Polle, nel suo messaggio al Congresso del 7 dicembre 1847, raccomandò l'apertura di relazioni diplomatiche con Roma. Gli interessanti avvenimenti politici che ora si svolgono in quegli Stati, come pure un giusto riguardo ai nostri interessi commerciali, hanno secondo me reso tale misura altamente opportuna..2) La proposta, presentata al comitato per gli affari esteri della Camera dei rappresentanti, di studiare l'opportunità di sopprimere gli attuali incaricati di affari a Torino e Napoli e di sostituirli con un vero e proprio ambasciatore, o ministro plenipotenziario in Italia, con segretari di legazione a Roma, Torino, Napoli, veniva respintali 12 gennaio 1848 dal comitato stesso, che, a sua volta, però, suggeriva di inviare un diplomatico americano a Roma. L'invito era anche esso un inno a Pio IX, che seems to unite with clear and comprehensive views of bis duties as a Prinee, a courageous purpose to elevate the conditions of bis people , e il rapporto steso da Heary W. Hilliard, dell'Alabama, affermava: Coutributing bis part toward the advancement of the world, Italy under bis government, starts a new career . Era, quindi, logico e conveniente ripromettersi che a minister resid-ing at Rome would be well employed in diffusing a knowledge of onr free insti tu tions, and encouraging our commerce with the papal states .3)
Quando queste parole venivano pronunciate, Palermo iniziava la sua rivoluzione, prima ondata di assalto contro l'Europa della Santa Alleanza. Qualche settimana più tardi, il 4 marzo, quando la benedizione all'Italia e lo scoppio della rivoluzione francese avevano ormai suscitato tanto ardore di lotta e tanta fede nell'avvenire d'Italia, Hilliard tornava sull'argomento per sostenere con nobilissime parole la sua proposta. *J Ne sorse allora, quattro giorni più tardi, una interessantissima discussione, nella quale, più che il tema degli interessi pratici americani per l'apertura delle invocate relazioni diplomatiche, fu toccato quello delle ragioni ideali, riaffermate contro la xenofobia e i pregiudizi anticattolici del Levin, di Pennsylvania, dalla parola eloquente del Brown, dello stesso Stato: Where is the American heart that does not beat in unison with that of Pope Pius in bis efforts for the amelioration of the conditions of the Italiana? .
x) Cit. in MABKAHO, op. citi, pp. 17-18. Ved. anche quanto aveva scritto il 24 aprile a proposito delle spese del consolato, lo stesso Brown al Buchanan, in STOCK, op. cit., pp. 94-96. E, nell'assenza del Brown, il segretario del consolato, Antoine Ardis-son, tornava sulla proposta il 18 settembre, richiamandosi a quanto gli aveva espresso il cardinale Gabriele Ferretti, ivi, pp. 111-112.
2) Cit. in GAY, op. cit,, p. 183. Cfr. L. F. STOCK, United States Minuta* to the. Papal alate. Imtruaions and despatches, 1848-1868, Washington, 1933, p. XXII.
3) Cit. in MABKAKO, pp. 18-19, che seguiamo per la discussioni parlamentari americane.
4) I necd not say that I am no partisan of the Pope; on the contrary, there brea-thes not a man whose sympathy with Protesta! cause beata stronger or quicker than my own. I can neverforget ita battles norita victories, ita persecutions noritstriumphs. But, sir, I solemnly believe that tolcration is the wiscst as well as noblest policy , in MABBAHO, op. cit., p. 19.