Rassegna storica del Risorgimento
DIPLOMAZIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STATO PONTIFICIO
anno
<
1951
>
pagina
<
414
>
414
Alberto M. GhisaIberti
All'indomani il IVet York Herald si augurava, poiché la questione era discussa contemporaneamente al Parlamento inglese e al Congresso degli Stati Uniti, che questo ultimo sapesse deliberare senza tenere conto di preoccupazioni religiose o di altra natura, e metteva in rilievo che il milione e mezzo di cittadim cattolici della repubblica stellata, guidati da un migliaio e più di vescovi e preti, erano tra i più sicuri e più leali sostenitori delle istituzioni e della costituzione del paese. Al Senato la discussione tu anche più vivace che alla Camera e conobbe varie alternative. Respinta il 20 marzo la proposta Brcnton dell'invio di un vero e proprio ambasciatore in luogo di un semplice incaricato di affari, 1) si tornava a parlarne all'indomani, in senso nettamente contrario, dal Badger e dal Butler, e favorevolmente dal Hannegan, ma, soprattutto, dal Cass senior. Il Batter aveva negato che a Roma fosse possibile un qualsiasi progresso. No progress, Sir gli replicava il padre del successore del Martin a Roma when is perfectly known in Rome fchat a. new state of tbings npon more liberal principi esis in j pteparationl When a consti tu i.iou is discussed by the government and the pcoplc, and as openty announced, it is confidently expectedl No progress, when the journals of Rome arefiHed withthe details of the revolutionary movements in Italy, and commend them to the f avour of the Roman peoplel Ma basta pensare all' inquieta gelosia con la quale lo guardano i governi dispotici d'Europa 1 aggiungeva non senza ironia il senatore del Michigan.
Alla fine, le due Camere approvarono l'invio di un incaricato di affari a Roma. E fu allora una corsa alla candidatura per questa ambita sede. Un maligno giornalista scrisse che qualcuno si era dato a studiare la grammatica latina, convinto che la lingua di' Cicerone fosse ancora parlata dai Romani del Belli*.. 2) Ma la scelta del segretario di Stato cadde su persona più seria e meglio informata, Jacob L. Martin, della Carolina del Nord, dove era nato un cinquantanni prima, già capo servizio al dipartimento di Stato nel 1840-1841, segretario di Stato ad interim per qualche giorno nei marzo 1841, segretario della legazione degli Stati Uniti a Parigi dal 1844 al 1847 (per alcuni mesi, anzi, incaricato d'affari, durante l'assenza di William R. King, prima dell'arrivo del Rush). Aveva quindi una preparazione adeguata ed una esperienza notevole, per conoscenza diretta, dei problemi europei.3)
l) Il New York Herald nel suo numero del 20 marzo invocò ai tornasse su quella decisione, insistendo perchè, date le condizioni dell'Europa, il rappresentante statunitense a Romafosse rivestito del grado più elevato. Pope Pius IX, the most extraordinary man ofthe age, is the only Pontiff in a thousand years who has found out that religion and democracy cango hand inhand through the world lìke man and nife .
*) MARBARO, op, cU.i p. 24. Già precedentemente molti Americani colti conosce* vano la nostra lingua, quali Beniamin Franklin, Thomas Jefferson, il futuro presidente Madison, più tardi la Fuller ecc. Opere italiane erano largamente penetrate negli Stati Uniti, specialmente il trattato Dei delitti e delle pene del Beccaria, la coi traduzione inglese del 1767 fu ristampata in America sei volte fino al 1819.
3) Poche notizie biografiche sul Martin in STOCK, United States Ministers cit. p. 1, n.; brevissimo cenno sul primo ehargé d'affaires, senza farne il nome, in E. DETTI, Margaret FuUer Ossoli e i suoi corrispondenti, Firenze, 1942, pp. 181-182. A torto il NBUOM GAY, op. cìt., p. 183, affermava ohe il primo rappresentante degli Stati Uniti a Roma era stato Lewis Casa junior. La Gassetta di Roma, nel n. 173 (31 agosto), nel comunicare la morte del Martin lo dice nativo della Virginia e giù rappresentante di questa al Parlamento, sostenendo anche per qualche tempo l'importante incarico di sotto-segretario di Stato .