Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STATO PONTIFICIO
anno <1951>   pagina <422>
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Alberto M. Ghìsalbcrti
del Martin fu proprio, all'indomani, la presentazione di questi suoi connazionali al Pontefice. ')
Il quadro degli avvenimenti italiani, che il Martin traccia a commento del colloquio col Papa, è una nuova prova dell'acutezza del giudizio e della precisione delle sue infor­mazioni. Il mutamento delle sorli della guerra in Alta Italia colfurrivo dei rinforzi al Radetzki aveva coinciso col suo arrivo a Roma. La popolarità di Pio IX, così grande un tempo, in patria e fuori, era rapidamente svanita negli ultimi mesi e il papa stesso aveva cominciato a preoccuparsi del cammino intrapreso, quando s'era accorto che il movimento tendeva a uscire dai limiti die si era prefisso. Re forra no t revolution had becn his policy : le rivoluzioni di Francia e di altri paesi avevano contribuito a mutare il corso degli avvenimenti italiani. U risentimento popolate era prima esploso contro i gesuiti, non già per qualche loro colpa particolare, ma perchè erano sospettati di essere segretamente avversi al nuovo ordine di cose: il grido di abbasso i gesuiti era la parola d'ordine del partito ultraliberale. La loro espulsione aveva ferito profondamente il cuore di Pio IX, non per una sua particolare amicizia verso l'ordine, ma perchè gli appariva come una crudele ingiustizia, specialmente da parte di coloro i cui capi ed amici erano stati tanto recentemente richiamati dall'esilio. Che il primo atto di un popolo emancipato dovesse essere proprio la violazione dei fondamentali diritti alla libertà ed alla giustizia costituiva per lui un'amara delusione, se non addirittura un sinistro presagio.
Gli altri governi erano stati costretti a concedere statuti ai propri sudditi. Il Papa, in buona fede, secondo il Martin, credeva non fosse ancora il tempo di darne uno a Roma, ma, al più, per qualche anno, dedicarsi a promuovere la pubblica prosperità e la stessa causa della riforma con una assembleo di notabili, scelti da lui in ogni parte del paese per consultarli sui bisogni dello Stato* Ma tale era stata la pressione popolare che onch'egli aveva dovuto promulgare una costituzione, cercando di salvaguardare nel miglior modo i diritti della Chiesa, che pensava dovessero restare indipendenti dal controllo parlamentare.
Un'altra richiesta aveva anche presentato il popolo, che il Papa si unisse olla cro­ciata per l'indipendenza e dichiarasse guerra all'Austria. Ma, pur simpatizzando con i sentimenti popolari per la causa italiana, Pio IX, secondo il Martin, era convinto si potesse giovarle più, con la mediazione che con l'aiuto attivo di uno Stato senza forza ed esperienza militare, com'era quello romano, e con le finanze dilapidated . E, soprattutto, la sua coscienza di pastore cristiano e di capo della Chiesa cattolica non gli consentiva di far guerra against a hrotber sovereign e ai figli della Chiesa, come si era espresso nella famosa allocuzione del 29 aprile. E bisogna riconoscere, aggiunge il Martin, che questo era il linguaggio della coscienza, anche se non quello della politica. In un rapido racconto egli traccia la storia delle conseguenze dell'allocuzione* la indi­gnazione popolare il passaggio del confine e la partecipazione olla guerra dei volontari romani, malgrado l'ingiunzione del governo, sottolineando che la collera del popolo era stata esasperata dalla notizia che alcuni prigionieri erano stati uccisi dagli Austriaci con la scusa che il loro governo non aveva sanzionato lo stato di guerra. E si era comin­ciato a parlare in qualche Club di deporre il Papa e di stabilire, secondo la moda del giorno, un governo provvisorio, visto che gli scrupoli del Pont eneeerano incompatibili con i doveri del sovrano. Sì era rinuncialo, tuttavia, a questa idea per l'influenza dei
i) STOCK, United States MinUter cil., p. 10.