Rassegna storica del Risorgimento

DIPLOMAZIA ; STATI UNITI D'AMERICA ; STATO PONTIFICIO
anno <1951>   pagina <426>
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Alberto M. GHsalberti
when I board of the capitulation of Milan. È questa una delle più vive e sincere testi-' monionze di simpatia per la causa italiana da parte di uno straniero di tendenze non radicali. L'onesto democratico Martin, fautore convinto degli ideali repubblicani, non esita a criticare anche gli uomini e gli indirizzi affini al suo spirito, allo stesso modo degli avversari, quando gli sembri che abbiano nociuto alla causa italiana. Per lui* evidentemente, la verità non era patrimonio di un solo partito.
In mezzo a quel clamore guerresco e a quell'agitazione popolare, con un governo preso solo dai problemi della sua esistenza, non c'era da pensare ad entrare in trattative economiche. Né v'erano molte possibilità di una qualche unione degli Stati italiani sotto forma commerciale, o altra qualsiasi, sebbene simile lega costituisse una delle mete più care a Fio IX per associare l'attività e l'emulazione dei vari Stati alla potenza e alla prosperità dell'unità nazionale. That is the true scheme for the rege­neration of Italy, if practicable . Ma colpiva il Martin il fatto che il solo risultato posi­tivo raggiunto da un movimento cominciato con una schietta tendenza alla coesione, fosse stata la separazione della Sicilia da Napoli* Senza saperlo, era d'accordo colle preoc­cupazioni di Mazzini e dell'Azeglio. 1)
H quadro della situazione italiana nell'estate del 1848 tracciato con mano sicura da questo rappresentante di un paese, che, pur seguendo con evidente interesse gli eventi della penisola e dell'Europa, poteva considerarli al di fuori di ogni preoccupa­zione di possibili ripercussioni e di diretto intervento, ci fa pensare quale preziosa fonte di informazioni, precisa e serena, avrebbero potuto costituire i successivi rapporti del Martin. Il quale, già prima della sna missione, si era preoccupato di procurarsi lettere di presentazione per le persone politicamente più significative di Roma, e con molte di esse era subito entrato in cordiale relazione, agevolato dalla conoscenza della nostra lingua, dai suoi modi distinti e dalla conversazione piacevole. Era, infatti, ormai in buoni rapporti con esponenti dei vari indirizzi liberali, come il principe Borghese e il principe di Canino. Anche il fatto stesso che venisse chiamato ad assisterlo nella sua brevissima malattia Diomede Pantaleoni può far pensare ad una personale conoscenza con il medico liberale. La morte improvvisa spezzò questi vincoli e impedì al Martin di assistere al seguito dei drammatici avvenimenti romani.
Aveva trascorso la mattina di giovedì 24 agosto col banchiere Hooker, socio della dótta Grcenc, presso la quale aveva un conto corrente, e nulla faceva prevedere una fine prossima. Ma, già nel pomeriggio di venerdì, Hooker, tornando all'albergo Serny, lo trovava a letto con una forte fèbbre. Nel timore si trattasse di malaria, così micidiale allora, si affrettava a chiamare il doti. Pantaleoni. La mattina di sabato, tornato da lui lo Hooker tra le 8 e le 9, fu dal Martin stesso assicurato di sentirsi meglio ed in quella mezz'ora che passarono insieme fu informato del rapporto che aveva preparato e della sua intenzione di spedirlo quel giorno o all'indomani. Alla proposta di trasferirsi in casa sua per godervi un'aria migliore, rispose che gli bastava mutar stanza, perchè là dove stava riceveva tutte le attenzioni possibili. Il Pantaleoni, sopraggiunto poco dopo, gli aveva lasciato una medicina da prendersi ogni ora. Né la cameriera, alla quale aveva detto di voler dormire un poco e di svegliarlo dopo un'ora, né lo Hooker, che gli aveva promesso di tornare in giornata, lo videro più vivo. La prima, infatti, non trovò
]) Riferendosi alle istruzioni del Buchanan, prometteva di vigilare sul migliora­mento delle condizioni fatte ne! porti romani alle navi degli Stati Uniti, STOCK, op. cit p. 15.