Rassegna storica del Risorgimento

REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; ROMA ; CLASSI SOCIALI ; GIACOBI
anno <1951>   pagina <430>
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Vittorio E. Giumella
più crudamente scriveva nel suo Diario l'abate Benedetti: ... senza li forestieri, senza li ambasciatoti, senza li cardinali, senza il Papa come si vive in Roma, o piuttosto come si mangia ? l) Con parole meno realistiche, le stesse còse scriveva da Roma il Commissario francese Faipoult al Talleyrand, osservando che l'ordine di allontanare dalla Repubblica ! prelati stranieri (e ve ne erano di assai ricchi, che spendevano in Roma le rendite dei loro benefici) avrebbe potuto avere una ripercussione anche sulla vita economica della città.2)
L'avvento della Repubblica giacobina costituì, quindi, oltre che una grave per­turbazione delle tradizioni e delle intime convinzioni e credenze del popolo, anche un aggravamento delle condizioni economiche delle masse. Alla trasformazione politica non corrispose, d'altra porte, né poteva corrispondere (neppure forse, era desiderato dalle stesse classi popolari), un mutamento sociale tale da raccogliere intorno alla Repubblica un più vasto consenso. Un informatore del Direttorio, che visitava nella primavera del 1799 lo Stato romano, scriveva che l'estrema miseria della popolazione era un effetto dell'accentramento della ricchezza nelle mani di pochi. Cinque o sei famiglie possedevano da sole la maggior parte delle terre, lasciate molto spesso incolte. La où il y a une grande richesse privée, egli osservava, il y a une grande pauvreté publìque. e finiva per concludere che en costituant ce pays en démocratle, la xaison eutpeut-ètre voulu qu'on s'occupàt d'une distribution de terres ordonnée sur un bon système . 3) Gli ordinamenti della Repubblica romana, ricalcati sulla costi­tuzione francese dell'anno IH (che rappresentava una involuzione in senso conser­vatore rispetto alla costituzione precedente) non erano, in ogni caso, gli strumenti costituzionali più adatti ad una trasformazione sociale, che avrebbe potuto, forse, determinare un ravvicinamento delle masse.
Assente il popolo, quali furono i ceti che più favorirono la Repubblica ? En general ies medecins, les avocats et le bas-olergé sont les hommes les plus disposerà recevoir nos principes et à changer la forme de leur gouvernement . Questa interes­sante valutazione delle disposizoni politiche delle classi sociali romane si legge nelle istruzioni predisposte dal Direttorio per i suoi Commissari in procinto di recarsi a Roma. *) Medici, avvocati ed ecclesiastici sembrano veramente le categorie più proclivi ad accettare la Repubblica. Ma a costoro vanno aggiunti i nobili che, come vedremo, diedero anch'essi il loro contributo ai nuovi ordinamenti.
Medici e chirurgi sono li nostri principali rappresentanti ripete il Sala, un emi­nente diarista romano, in appoggio al giudizio del Direttorio parigino.s) Cinque medici figurano nella lista dei filogiacobini romani che Giuseppe Bonaparte aveva con sé
L) D. SILVAGNI, La Corte e la Società romana nei secoli''XVIII e XXIX, Roma, T'orzarli, 1884, voi. I, p. 516.
2) Parigi, Azchrves des Affaire étxangèrcs, corresp. pòlit., Rome, 927. Faipoult a Talleyrand. Roma 11 germinale anno VI (31 marzo 1799).
3) Parigi, Arcbivcs nationales, AF III 78. Dossier 323/8. Memoire sur la situa-tion polìtiquc et mi li taire dn midi de l'Italie di Edoaard Lcfcbvro.
''*) Parigi, Archivcs dea Aifaixes elrangèrcs, corresp. polit., Rome suppl. 22. Inatroctions pour les Commissatres du Dlrectoires éxécutif allantti a Rome .
s) G. A. SALA, Diario, 23 aprile 1798. In G. A. SALA, Scritti pubblicati augii autografi da GIUSEPPE Cucwom. Roma, Società romana di Storia patria, 1882-1888, voi. I.