Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA TEDESCA ; TRIESTE ; GERMANIA
anno <1951>   pagina <434>
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INTORNO AD ALCUNI RIFLESSI DEL PROBLEMA TRIE­STINO NELLA LETTERATURA E NELLA PUBBLICISTICA J TEDESCA LOCALE DEL PRIMO '900
Nello studio del problema triestino mi sembra, una volta di più, savio criterio Yaudiatur et altera pars, raccostarsi cioè agli scrittori tedeschi dell'epoca, o almeno ad. alcuni di essi, scelti fra i più significativi, per cogliere un'immagine della situazione cosi come essi la vedevano, per trovare nella loro opera, più o meno chiaro, l'aderire o il reagire di essi all'ambiente triestino nel tormentato periodo del primo '900.
Ma in uno studio del genere Ci si trova ben presto di fronte ad un fattore negativo: scrittori, anche di notevole valore, che conobbero benissimo l'ambiente triestino, che magari vissero qui per lunghi anni, ignorarono, completamente o quasi (e direi volutamente ignorarono) il nostro irredentismo. 0
In Ricarda Huch, narratrice notevole della Germania del nord che a Trieste vide la conclusione del nostro Risorgimento, noi troviamo una vera e propria esalta­zione di alcune figure storiche italiane (Geschichten voti Garibaldi Dos Leben des Crafen Federigo Confalonieri Menschen und Schicksale aus dem Risorgimento). Essa fa di Garibaldi un mito e di lui fa dire a Mazzini: Wir haben einen Helden in Italien! .
Ma gli ideali di patria e di libertà che animano le figure del Confalonieri, del Pellico, del Maroncelli, quegli stessi ideali la Huch non sa o non vuole aitribure a uomini di qui.
Un unico romanzo suo d'ambiente triestino: Aus der Triumphgassc; ma la Huch vuol darci qui solo una raffigurazione di vita, ed è questo un romanzo dell'epoca prima della scrittrice (1902), in cui essa tratta di preferenza l'universalmente umano. Né certo i miseri abitanti di Via del Trionfo, una prostituta, Galanta, un assas­sino, un seduttore, sono visti sotto luce politica; sono piuttosto poveri esseri umani, spinti dalle loro immediate necessità, combattuti dal destino, in una raffigurazione di vita dolorosamente dominata da un senso di predestinazione.
Qualche cosa di più vivo per noi, riguardante direttamente l'irredentismo trie­stino, la Huch scrisse nelle sue lettere, senza però dimostrare per gli irredentisti della nostra regione l'entusiasmo suscitato in lei dalle figure del Risorgimento italiano: ma questa è solo notizia ottenuta, diciamo così, in via ufficiosa, impossibile finora a documentarsi, poiché l'epistolario è tuttora inedito.
Forse per la Huch il problema di Trieste non era in fondo problema, perchè Trie­ste era città austriaca.
Pure a Trieste visse., per anni, Rudolf Baumbach, e fu un periodo ricco per luì di ispirazione artistica. Lo dice Alfred Selka nella sua interessante biografia: Rudolf BaumbachEin Lebensbild: ... und so wird die Triestcr- Epoche zu seiner dichterisch frnchtbarston... .
l) Può essere interessante mettere in rilievo un accenno alla nostra città dello storico tedesco Heinrich von Treitsr.hkc, il quale, nel suo libro su Cavour, dice che da Trieste partivano volontari per Roma a difesa del Papa contro il Piemonte* E strano che uno storico di grande valore come il Treitscbke non voda Trieste che sotto questo fisionomia nntirisorgimcntnle. Del resto anche altrove, nel suo Congresso di Vienna il Treitschkc rileva l'eterna impotenza dell'Italia, destinato, dalle esigenze della diplomazia europea, a restare sempre divisa.