Rassegna storica del Risorgimento
LETTERATURA TEDESCA ; TRIESTE ; GERMANIA
anno
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1951
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pagina
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435
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Intorno ad alcuni riflessi del problema triestino, ecc. 435
Certo, il Baumbach aveva nel cuore, continuo, il rimpianto per la sua terra si sentiva saldamente radicato ad essa. Saga turingica è quella di Frau Ilolde, l) la dolce fata che dona alla fanciulla Ose il fiore miracoloso con cui lise potrà ridatela vista al suo amato Frieder. Dice il Selka che questa delicata leggenda di Turingia cantata dal Baumbach nacque in lui cornea Wunschdichtung : anelito di desiderio verso la sua tersa lontana, che si trasforma in creazione poetica.2)
La poesia del Baumbach Bhre, FreUieh, Valeriana", che ebbe in una gara il primo premio e nel 1880 venne cantata durante una fiaccolata in onore di Francesco Giuseppe, ci dà la misura dell'attaccamento del poeta alla pàtria tedesca:
Vaterland, dn Land der Ehre, Stolze Braut xnit freier Stirn 1 Deinen Fuss benetzen Meere, Deinen Scheitcl kront der Firn. Lass um deine Huld uns werben, Schirmen dich von unser Hand; Dein. im Leben, dein im Sterben, Bubmbekranztes Yaterlandl
Deinen Fnss benetzen Meere... . Ma nel. cantarci mari che bagnavano l'estrema terra austriaca, si chiese forse il Baumbach chi abitasse su quelle rive? quali fossero i sentimenti delle popolazioni?
Certo, più che a comprendere le persone e i loro problemi, specie politici, egli era portato aintendere la bellezza delle nostre montagne, del paesaggio che gli era caro.
Proprio nello Zlatorog, la leggènda del Tricorno da lui cantata, troviamo versi pieni di ammirazione, di affetto sereno direi, per la terra intorno, che non è la sua, ma che pur tanto è vicina alla sua anima d'artista:
Es lacht ein griin Geland zu meinen Fiissen Mìch grusst Italien und die blaue See...
La città stessa il Baumbach amava, ed il Selka ne parla come della sua cara Trieste, dove le letture, gli studi, l'erbario creavano l'atmosfera adatta alla sua attività.3)
*) Mein Thuringen, aus dem ich schied,
Dir klingt mein Sang, Dich grusst mein Lied!
Ich sing's am fernen Meere. Soweit der Erdengarten rcicht,
Keìn Land Dir, meiner Hcimat gleicht
An Wonne und an Ehrc.
(R. BAUMBACH, Frau Holde, Leipzig, 1881, pag. 1)
a) Je entfernter der Poet von semetn gelicbten Thiiringcn wcilt, um so selin-Buehtiger schweifen scine Gedanken nach dem Norden, um so Iebendiger und verklarter tritt vor scia diehterisches Auge das tanncnumrauschte fieimatland. Und ali die Sagen von Frau Holde, dorcn Kul t speziell in Thuringen sdir betrieben wurdc, worden wach. Er wunscbt sich heim und ea cntsteht als Wunschdichtung Frau Holde .
(A. SBUCA, Rudolf Baunibach-Ein Lebeiisbihl, Meiningen, 1924, pag. 36).
3J Im Herbst und Win ter wcilt er gern in seinem lieben Triest, da liest er in sciner Bucherei, die gar scitene Sehatze birgt, da ordnet or sein wertvolles Herbarium, welches er in Triest augelegt hot und das fast samtliche Pflanzcn des Karstcs enthait, dessen Fauna er wie kein zweìter kcnni.
(SELKA, op. e*t., pag. 59).