Rassegna storica del Risorgimento

BOLOGNA ; MOSTRE
anno <1951>   pagina <443>
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LE MOSTRE STORICHE BOLOGNESI NEL CENTENARIO
DEL 1848 E 1849
Il Museo Civico del Risorgimento di Bologna, e cioè il suo direttore inca­ricato dolt. Mario Zuffa, ha organizzato e allestito negli anni 1948 e 1949 le tre mostre commemorative del 1848 bolognese, della Repubblica Romana e del martirio di Ugo Bassi. Nella stessa città nel 1948 fu allestita a cura del Direttore della Bi­blioteca Universitaria una Mostra bibliografica delTS agosto 1848 di carattere stretta­mente scientifico. Ma poiché questa non presentava nessun problema di ordinamento (giacché il materiale era disposto quasi esclusivamente per classi), non è mio com­pito esaminarla.
Desidero invece soffermarmi un pò* sulle mostre allestite al Museo Civico, soprattutto in considerazione del fatto che esse sono state notevoli esperienze di carattere musco grafico.
L'ordinatore ha seguito criteri illustrativi, cui non tutti si attengono neU'alle-stire mostre storielle. Molto spesso si eccede nella presentazione di lettere, autografi e cimeli bibliografici, che sono strumenti di prim'ordine della ricostruzione storica, per lo studioso competente, non per il popolo; oppure agendo in senso contrario si eccede nel numero delle didascalie che talora infastidiscono anche per hi loro elementarità. Nelle mostre bolognesi fu séguito il metodo della divulgazione facile, ma si è voluto che l'interesse per un fatto glorioso si formasse spontanea­mente nell'animo dello spettatore per la diretta contemplazione dei documenti e ilei cimeli riguardanti quel fatto, non perchè suscitato da un cartello illustrativo. L'affluenza del pubblico alle tre mostre prova che il metodo era il più idoneo.
Per dare un esempio dei criteri seguiti nella scelta della documentazione ricor­diamo come per il 1848 l'acceso ordine del giorno che Massimo D'Azeglio redasse per il generale Durando a Bologna il 5 aprile, collocato accanto ai quadri del Belvederi e dell'Àngiolinì rappresentanti l'entusiasmo popolare sollevato dalla ispi­rata parola di Ugo Bassi, fissò indimenticabilmente il felice inizio di quella guerra contro l'Austria che l'anima popolare considerava la Crociata > bandita dallo stesso Pio IX contro i barbari, mentre le lacere bandiere dei battaglioni dei volontari dell'Alto e del Basso Reno evocarono l'eroico ma sfortunato valore dei nostri a Vicenza.
Altrettanto efficace l'esposizione dei documenti relativi ai prodromi dell'8 ago­sto. Il fitto succederai dei manifesti, dal proclama di Bondeno del maresciallo von "Welden, minacciante terrore e rovina, aUa notificazione pontificia con la raccoman­dazione non del tutto esplicita di difendere i confini dello stato della Chiesa, dagli avvisi popolari, che incitano a prendere le armi contro l'invasore, ai proclami del prolegato Bianchetti che Vorrebbe si prendessero le armi, ma non può consigliarlo Io vieta anzi, onde evitare lutti e rovine alla città, è tutto un concitato colloquio fra i grandi protagonisti di quella grave ora che culminò nel glorioso combattimento, di cui le rappresentazioni seguono immediatamente quasi a dare il senso del fatale precipitare della situazione.
Per scendere al particolare, dirò che l'ordinatore ha evitato di dividere le mo­stre in sezioni corrispondenti alle varie classi di materiali: quadri, sculture, disegni, stampe, manifesti, manoscritti, libri, opuscoli, fogli volanti, armi e cimeli vari, si-